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 2007  marzo 20 Martedì calendario

PAOLO ROSSI

DAL NOSTRO INVIATO
MELBOURNE - Un fenomeno extralarge in piscina. L´anti Kournikova, se volete, è una pallanuotista, italiana. Tutto questo rappresenta, dopo il suo esordio mondiale, Elisa Casanova. Lei è la rivincita, il trionfo e l´orgoglio sportivo di tutte le XXL del mondo che si immaginano un giorno su un podio e la relativa medaglia. Scivola in acqua che è una bellezza, e nei minuti finali di Italia-Ungheria (8-8) sono tre le magiare che cercano di tenere a bada la "piccola Ely" (il soprannome con cui lei consente agli amici di chiamarla), un metro e ottantasei per cento chilogrammi tondi di peso, sebbene Elisa tenda a smentire: «Sono dimagrita di qualche chilo». Forse è vero, perché la mamma, nel vederla in tivù, l´ha immediatamente chiamata per intimarle «di tornare a casa perché mi aveva visto sciupata».
E´ la novità 2007 del Setterosa del ct Maugeri, la sua mossa segreta per i Mondiali. Di sicuro l´erede di Giusi Malato. «Ecco, già dicevano che lei era grossa, allora io?». Brava a far gol da centroboa, ma ancora migliore nelle battute e negli scherzi. Il suo ingresso in acqua non è passato inosservato, ed automatico è stato il controllo del curriculum, con la prima sorpresa, la data di nascita: 26 novembre 1973. Anni trentatré, dunque non una sbarazzina. Dov´era finita questa gigantessa? «Diciamo che ero nelle retrovie. Diciamo che sono sempre stata dietro, in fondo».
La Casanova forse avrebbe potuto far parte del ciclo memorabile di Pierluigi Formiconi, ma non s´è presa a livello umano con il coach. «Qualche contatto c´era stato, poi non se n´è fatto niente». Non insiste, ma la verità è che, alla richiesta di una dieta ferrea aveva storto il muso e alzato i tacchi. Di Formiconi aggiunge solo: «E´ stato fortunato: ha trovato tante brave giocatrici». E così, mentre il Setterosa realizzava negli anni il Grande Slam (Olimpiadi, Mondiali ed Europei) Elisa Casanova girava il Nord Italia tra Lerici, Varese e Olona. «Ma non è mai stato un problema, la pallanuoto è sempre stata l´ultimo dei miei pensieri». Gli obiettivi erano altri: «La tabaccheria, con papà. La lavanderia, con mamma. Ho sempre lavorato. Esiste altro nella vita, sapete?». La sua medaglia d´oro Elisa l´ha conquistata con la laurea in Economia e Commercio, «non disdegnando la sera gli allenamenti. Ecco, per me lo sport è sempre stato un gioco, un divertimento». Altre, al posto suo, sarebbero cadute in depressione. Elisa, in quegli anni, s´è fatta una ragione di tutto, fisico compreso. Non ha mai perso il match contro lo specchio: «E perché? Il problema, al massimo, è degli altri: io sono fatta così». In realtà, nella famiglia Casanova di Genova («centro»), sono tutti fatti così, enormi. «Io sono la più piccola». Genoana di fede, all´inizio s´è tuffata in acqua per vincere in corsia. «Esatto, ed ero brava. Nei 200 stile libero ero più che competitiva». E poi? «Ho scoperto la vita, e mi sono stufata di alzarmi alle cinque di mattina e di fare cose sempre ripetitive». Più divertente la pallanuoto, grazie anche all´esempio di due fratelloni di due metri ciascuno.
Oggi è felice di «aver mollato qualche 730 da compilare, per questa sfida. Ho dovuto rifletterci, la convocazione è stata improvvisa anche per me». E´ la gioia dello spogliatoio, l´allegria fatta persona: le altre ragazze l´adorano perché «si prende in giro da sola, sdrammatizza ogni cosa», dice Martina Miceli. E Tania Di Mario, il goleador, per evitare gli esercizi fa finta di nascondersi dietro la sua stazza. «E´ il più grande centroboa, tra uomini e donne, che io abbia mai visto» dice il mitico Gianni De Magistris, suo allenatore alla Fiorentina.
Comunque vada, Elisa ha già vinto il suo match. Anche in nome del popolo taglie forti.