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 2007  marzo 20 Martedì calendario

Le megacities sono fonti d’inquinamento e di cambiamenti climatici sia per la regione che occupano che per il resto del mondo

Le megacities sono fonti d’inquinamento e di cambiamenti climatici sia per la regione che occupano che per il resto del mondo. I possibili interventi per contrastare gli effetti sul clima riguardano la fonte che produce i gas serra ed anche il modo di realizzare le strutture urbane in modo da adattarle ai cambiamenti climatici. A Londra è stata creata una Agenzia per i cambiamenti climatici che ha lo scopo di pianificare il futuro della città trasformandola in un vero laboratorio. La capitale britannica erutta la stessa quantità di anidride carbonica che generano Paesi come la Grecia o il Portogallo. E il 70 per cento dell’energia prodotta in questa città viene dispersa sotto forma di calore. Londra ha preceduto di gran lunga i propositi di Blair di ridurre le emissioni. Infatti la tassa che gli automobilisti pagano per entrare nel centro urbano ha abbassato del 20% l’anidride carbonica proveniente dal traffico mentre il 70% proviene dalle abitazioni private e dagli uffici. Il piano è quello di migliorare drasticamente la qualità delle costruzioni in futuro rispetto al consumo di energia. La riduzione nella produzione di anidride carbonica garantisce l’effetto di diminuire anche la concentrazione di polveri sottili dannose alla salute e al clima. Il clima delle megacities viene esasperato dalla struttura urbana. I canyon creati dagli edifici intensificano i venti e quindi la turbolenza. L’aumento delle correnti ascensionali aumenta la violenza dei temporali. L’acqua delle piogge intense non è assorbita dalle strade di cemento e quindi provoca alluvioni. Tutti questi effetti devono essere ormai presi in considerazione nella progettazione urbanistica già da oggi. La difesa delle città costiere dall’aumentata probabilità d’inondazioni (legata all’abbassamento del terreno causato dalla crescita della popolazione e all’aumento del livello del mare) sarà realizzata con opere edilizie (dighe). Una maggiore intensità e frequenza della grandine determina la necessità di tenere al riparo le automobili e quindi l’esigenza di più parcheggi coperti. Infine le città potrebbero cambiare colore e preferire il bianco anche per i tetti e le strade in modo da riflettere meglio la luce solare.