M.Gu., Corriere della Sera 20/3/2007, 20 marzo 2007
Voci danno per uscente Alessandro Scorsone, 46 anni, gran maestro di cerimonie di Palazzo Chigi da 17 anni, che invece smentisce: " una bugia inventata, glielo posso garantire
Voci danno per uscente Alessandro Scorsone, 46 anni, gran maestro di cerimonie di Palazzo Chigi da 17 anni, che invece smentisce: " una bugia inventata, glielo posso garantire. Romano Prodi non lo farebbe mai, qui sono tutti molto affettuosi con me... E poi la mia tavola sta diventando un fenomeno di culto e ne sono orgoglioso" (al suo posto dovrebbe subentrare Gianfranco Vissani). Autotitolato "competente enogastronomo figlio d’arte di Luigi Cremona", ha replicato con disprezzo alle critiche espresse qualche settimana fa dai leader sindacali Luigi Angeletti (ha detto che sua moglie "cucina meglio"), Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni ("stufi" delle "inutili cene" a Palazzo Chigi): "Non accetto lezioni da chi non mi dimostra almeno di saper mangiare a tavola". Per apprezzare i suoi manicaretti bisogna avere "palati preparati" come Luca Cordero di Montezemolo ("Ha mangiato benissimo e bevuto straordinariamente bene"). A sua volta Scorsone ha apprezzato l’"erbazzone", torta di bietole col lardo, che la signora Flavia ha cucinato per lui ( "Buonissimo, tra noi c’è un continuo scambio culturale"). Più che uno chef Scorsone è il regista della vita quotidiana del premier: "Il mio compito è curare l’accoglienza del presidente e per questo ho uno staff di sei persone". Sotto Berlusconi era stato sotituito in cucina da Michele Persichini, lo chef della Bicamerale dalemiana ("Berlusconi? Ha le sue idee, io non assaggio i loro piatti piatti"). Tornato in cucina ha ripristinato gli ortaggi di Fondi scelti al mercatino di piazza Monte d’Oro e le carni, "frollate anche 30 giorni", del macellaio che fa angolo con la sede di An in via della Scrofa. "La mia regola fondamentale è la semplicità, sono contrario ad aggredire le papille gustative dei commensali...".