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 2007  marzo 19 Lunedì calendario

Luigi Aragno di anni 34. Nato a Spring in Sud Africa, affascinante, vulcanico e imprevedibile, «un genio», business manager della palestra Virgin di Monacalieri dove tutti lo chiamavano «il boss» e Walter Zanatta di anni 39, «un po’ introverso ma buono», prima operaio, poi montatore di cartelli pubblicitari, infine disoccupato

Luigi Aragno di anni 34. Nato a Spring in Sud Africa, affascinante, vulcanico e imprevedibile, «un genio», business manager della palestra Virgin di Monacalieri dove tutti lo chiamavano «il boss» e Walter Zanatta di anni 39, «un po’ introverso ma buono», prima operaio, poi montatore di cartelli pubblicitari, infine disoccupato. Costui era stato fidanzato con l’estetista Maria Cristina De Jacovo di anni 36, allegra e solare, bel volto incorniciato da un caschetto di capelli neri, fisico flessuoso, dipendente della Virgin, che di recente l’aveva lasciato («siamo troppo diversi») e aveva cominciato una storia con l’Aragno pur sapendo che a Genova l’aspettava la futura sposa. Da allora Zanatta pazzo di gelosia la tormentava con centinaia di messaggini di supplica o minaccia, la spiava dai vetri della palestra, s’era pure trovato un appartamento vicino a casa sua e di recente l’aveva avvisata: «Farò un gesto di cui parleranno tutti». Lei però non gli badava, ormai aveva nuovi amici e nuove passioni e pensava che prima o poi si sarebbe dato pace. Invece giovedì 16 marzo Zanatta rubò una Franchi calibro 38 nel garage di un amico, il giorno dopo, il revolver nella cintola dei pantaloni, per due ore rimase seduto sul muretto di fronte alla porta di casa dell’ex inviandole una raffica di sms, verso le 22 prese a camminare nervoso avanti e indietro, dopo una mezz’oretta vide arrivare i due amanti, urlò «vi ucciderò» e tirò fuori la pistola, i due cercarono di fermarlo, lui sparò una raffica di colpi di cui due colpirono la pancia del rivale e guardando Cristina insanguinata che a piedi scalzi correva via, l’ultimo colpo se lo sparò nel cuore. A casa sua i carabinieri trovarono montagne di lettere iniziate e mai finite, più o meno tutte uguali, dedicate al suoi tormenti d’amore e al suo desiderio di morire. Intorno alle 23 di venerdì 16 marzo in via Silvio Pellico nel centro storico di Moncalieri, Torino.