Varie, 19 marzo 2007
Tags : Matti Vanhanen
Vanhanen Matti
• Jyväskylä (Finlandia) 4 novembre 1955. Politico • «Quando nel 2003 la prima donna premier nella storia finlandese, Anneli Jäätteenmäki, fu travolta dall’’Iraqgate” (lo scandalo per l’uso di documenti confidenziali in campagna elettorale), in molti a Helsinki arricciarono il naso al nome del nuovo primo ministro. ”Con quella faccia un po’ così”, da bravo ragazzo diventato leader più per caso che carisma, il 47enne Matti Vanhanen, ex giornalista con un’esperienza di governo ferma a due mesi da ministro della Difesa, si era fatto apprezzare per rigore e pragmatismo. Quanto a fascino, ricordano i critici, ”aveva il temperamento di una duna nel deserto”. Dopo quattro anni a capo della coalizione tra il suo Partito di Centro e i Socialdemocratici di Eero Heinaluoma, sorriso impacciato e larghi pull su pantaloni di spago, Matti resta uno che si è costruito la casa da solo e nel tempo libero intaglia legno, non fuma, non beve, non è odiato dalla ex moglie e vive insieme ai due figli adolescenti. Oltre che bomba sexy e sbriciola-cuori. Merito di una fiamma presto ex, Susan Kuronen, 36 anni, due divorzi e tre figli, inciampata nel biondo e occhialuto Vanhanen su un sito Internet per single. Primo appuntamento all’Ikea, galanterie al carrello e sguardi complici al ristorante. Il seguito, nel libro della Kuronen, La sposa del primo ministro, nato dal dolore per la fine della storia – colpa di lui ”, pubblicato [...] in perfetta coincidenza con il lancio della campagna elettorale [...] La confessione pare infatti meno noiosa di quanto si temesse. Lungi dal rovinargli la carriera, i dettagli su weekend bollenti e notti in sauna nella tranquilla campagna hanno trasformato il grigio burocrate in sogno erotico [...] Già nel 2006, al vertice dei Paesi euroasiatici di Helsinki, il presidente francese Chirac aveva presentato Vanhanen al premier spagnolo Zapatero come ”l’uomo più sexy di Finlandia” (così secondo un sondaggio del settimanale femminile Evaa). [...]» (Maria Serena Natale, ”Corriere della Sera” 18/3/2007).