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 2007  marzo 19 Lunedì calendario

Israeliani e palestinesi due pesi e due misure I palestinesi devono riconoscere il diritto di Israele a esistere, ma al governo israeliano non viene richiesto di riconoscere il diritto dello Stato palestinese a esistere

Israeliani e palestinesi due pesi e due misure I palestinesi devono riconoscere il diritto di Israele a esistere, ma al governo israeliano non viene richiesto di riconoscere il diritto dello Stato palestinese a esistere. I palestinesi devono porre fine al «terrorismo», ma al governo di Israele non viene richiesto di fermare le sue operazione militari nei territori palestinesi né di fermare la costruzione degli insediamenti né di demolire il muro dell’apartheid. I palestinesi devono impegnarsi a rispettare gli accordi, ma nessun impegno del genere è richiesto al governo israeliano, che ha disatteso quasi tutte le disposizioni degli Accordi di Oslo e disatteso tutte le risoluzioni dell’Onu. Qualunque sia l’anno cui ci si riferisce, il numero di civili palestinesi uccisi a causa dell’occupazione israeliana è almeno tre volte superiore a quello dei civili israeliani morti a seguito di attentati. Ma i corrispondenti e i commentatori occidentali, che evocano i «sanguinosi attentati suicidi», non parlano mai della «sanguinosa occupazione». Arafat era corrotto e con lui non si poteva trattare; con Abu Mazen non si è trattato, perché debole coi terroristi; con Hamas non si tratta perché terrorista; con il governo di unità nazionale non si tratta perché non riconosce Israele. Nessun governo palestinese è accreditato a trattare. Non si tratta con nessuno, perché così Israele si può tenere i Territori e farne quel che vuole. Questa la politica dei governi israeliani dalla morte di Rabin, 1995, a oggi; questa la loro «politica di pace». Con l’appoggio pieno degli Usa e l’acquiescenza dell’Europa. P.s.: io so che questa lettera non verrà pubblicata, non perché dica cose non vere, ma perché tutta la «nostra» grande stampa (e la «nostra» televisione) usano una sola misura, quella del governo israeliano e americano, e danno voce a una sola voce. LUIGI FIORAVANTI DELEBIO (SONDRIO) Non so perché lei abbia aggiunto questo Ps alla sua lettera. Davvero inutile per un quotidiano come La Stampa che sul conflitto israeliano-palestinese ha sempre avuto una linea molto equilibrata. Al punto che, come forse ricorderà, in questo spazio riceviamo spesso critiche sia per essere a favore di Israele, sia per essere a favore dei palestinesi. Nel merito e con chiarezza: è assolutamente vero che a Israele vengono chiesti meno impegni e vengono fatti meno esami del sangue; è vero che Israele non viene mai davvero stretta alle sue responsabilità. Ai palestinesi, tuttavia, va chiesto un assoluto distacco da ogni vicinanza o uso del terrorismo: ne va del nostro mondo, oltre che di Israele. Stampa Articolo