Eleonora Barbieri, il Giornale 13/3/2007, pagina 18., 13 marzo 2007
Secondo le ultime teorie, l’ordine è più dannoso che utile. Lawrence Ward, cognitivista dell’università della British Columbia ha verificato che le persone riescono ad associare meglio immagini e suoni quando sono distratte da un rumore di fondo
Secondo le ultime teorie, l’ordine è più dannoso che utile. Lawrence Ward, cognitivista dell’università della British Columbia ha verificato che le persone riescono ad associare meglio immagini e suoni quando sono distratte da un rumore di fondo. Il libro ”La forza del disordine”, firmato da un insegnante di management alla Columbia e da un giornalista americano e appena pubblicato in Italia da Rizzoli sostiene che le scrivanie sommerse di scartoffie e soprammobili non sono sempre da pulire. Il tempo impiegato per recuperare un documento archiviato è in media il 36% maggiore di quello per ritrovare un foglio in una pila indistinta. Senza contare la possibilità di notare un numero di telefono perso, un’idea annotata e poi dimenticata, un documento importante che, altrimenti, sarebbe finito nella spazzatura. Tra i disordinati famosi ci sono Albert Einstein (un suo aforisma: "Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di che cosa è segno allora una scrivania vuota?") e lo scopritore della penicillina Alexander Fleming, che nel suo laboratorio al St. Mary Hospital di Londra aveva provette ovunque, appunti e vecchi fogli di giornale.