Simonetta Robiony, La Stampa 17/3/2007, 17 marzo 2007
In Inghilterra è sempre più diffusa l’abitudine di memorizzare sul cellulare, sotto l’acronimo Ice (’in case of emergency”), il numero da contattare se il proprietario del telefono è vittima di incidenti
In Inghilterra è sempre più diffusa l’abitudine di memorizzare sul cellulare, sotto l’acronimo Ice (’in case of emergency”), il numero da contattare se il proprietario del telefono è vittima di incidenti. Spesso capita, infatti, che i soccorritori non riescano a trovare sulla rubrica, troppo zeppa di nomi, i numeri di parenti e amici di un ferito. L’idea, che si è diffusa soprattutto grazie a catene di Sant’Antonio via e-mail, è di Bob Brotchie, 43 anni, paramedico di Cambridge. In America e Inghilterra sono anche state inventate carte telefoniche prepagate con i numeri d’emergenza stampati sopra, da portare nel taschino per ogni evenienza. Giancarlo Fontana, responsabile del 118 di Milano, è sicuro: «Più se ne parla, meglio è: il numero diretto può essere davvero un sistema intelligente e sicuro per risolvere moltissimi problemi in situazioni di emergenza».