Hugo Dixon, la Repubblica 17/3/2007, 17 marzo 2007
HUGO DIXON
Terrorismo, aumento dei prezzi del greggio, protezionismo commerciale, aumento del costo del lavoro in Cina e India, inasprimento monetario delle banche centrali o una bancarotta colossale sono tutti eventi che, secondo il numero uno di Carlyle Bill Conway, potrebbero determinare un prosciugamento della liquidità internazionale. Nell´elenco manca però la debacle del mercato dei mutui Usa, un altro potenziale elemento in grado di porre fine alla festa dei fondi di private equity. Non molto tempo fa praticamente chiunque poteva ottenere un mutuo per la casa senza troppe formalità, un fenomeno che ha dato vita ad un aumento delle morosità e delle insolvenze tra i mutuatari meno affidabili e che ha determinato il crollo dei prezzi delle obbligazioni dei mutui subprime. Si potrebbe pensare che il finanziamento di buyout da miliardi di dollari abbia poco a che fare con l´erogazione di mutui per la casa a soggetti morosi, ma in realtà i due mercati operano in maniera analoga. I gruppi di private equity reperiscono fondi da banche che vendono i loro finanziamenti sul mercato. Spesso questi finanziamenti convergono verso titoli di finanza strutturata conosciuti come clo (collateralised loan obligations). Lo scorso anno circa il 60% di questi finanziamenti destinati ad attività di buyout ha assunto la forma di clo. L´elevata domanda proveniente dai clo ha contribuito alla formazione di spread bassi e a un generale allentamento delle condizioni creditizie. Gli hedge fund investono nelle componenti più rischiose sia dei mutui che dei finanziamenti per buyout ed è probabile che chi ha subito perdite sul debito subprime opterà per un giro di vite.
Edward Chancellor
[Cazenove vola grazie alla qualità degli utili]
Dopo essere rimasto praticamente fermo a seguito della costituzione di Cazenove, il titolo della società d´intermediazione mobiliare britannica comincia finalmente a rivaleggiare con quello di altre banche d´investimento. Il titolo, scambiato a 400 pence o 377 pence se depurato dei 23 pence di dividendo che il gruppo pagherà a maggio, evidenzia un +44% rispetto al livello registrato prima che Caz inserisse l´attività di banca d´investimento in una joint venture con JP Morgan. La cosa potrebbe non avere nulla di spettacolare se rapportata alla performance di Goldman Sachs, raddoppiata nell´analogo periodo, o di Lehman Brothers, in rialzo del 65%. Ma il confronto è iniquo. vero che la velocità della crescita di Caz non è confrontabile a realtà come Lehman o Goldman, ma la maggiore qualità degli utili di Caz dà diritto a un multiplo maggiore. Eppure le sue azioni vengono scambiate a un rapporto prezzo/utile storico pari a quello di Lehman, Goldman e Bear Stearns. Una situazione da attribuire all´accordo stretto con JP Morgan, che sancisce le condizioni alle quali la joint venture potrà essere acquistata nel giro di tre anni. Poiché il prezzo è ancorato al rapporto prezzo/utile di un paniere di titoli di banche d´investimento quotate, per Caz sarebbe illogico avere un multiplo molto più elevato. Pur essendo assimilabile alle americane sotto il profilo della valutazione, Caz presenta una serie di differenze. Ad esempio, mentre il personale di Goldman e Lehman vende regolarmente grandi quantità di titoli, quello di Caz non effettua vendite di rilievo. Dunuqe, mentre pochi scommettono sul lancio di un´Opa su Goldman o Lehman, per Caz il pronostico è opposto.
Jonathan Ford