Giampiero Martinotti, la Repubblica 17/3/2007, 17 marzo 2007
GIAMPIERO MARTINOTTI
dal nostro corrispondente
parigi - Jean-Paul Sartre e Serge Gainsbourg avevano sempre una sigaretta in mano o stretta fra le labbra. Ma una cosa divideva il filosofo e l´estroso cantautore: il primo fumava Gauloises, il secondo Gitanes. Simboli quanto mai francesi, i due famosi marchi stanno per finire, pensate un po´, nelle mani della britannica Imperial Tobacco. Le sigarette che hanno contribuito a costruire tanti miti del cinema, della fotografia e della letteratura d´Oltralpe finiranno in mani straniere, ma nessuno sembra emozionarsi più di tanto: ormai i fumatori di tabacco bruno sono ridotti ad appena il 10% contro l´80% di trent´anni fa. Le campagne salutiste hanno fatto centro e oggi Gauloises e Gitanes possono anche finire in mani britanniche senza che nessuno trovi da ridire.
Eppure, quelle sigarette hanno modellato l´immagine del francese agli occhi dei suoi vicini. In fondo, la caricatura del discendente di Astérix è stata per decenni molto semplice: berretto basco, baguette sotto il braccio e Gitane papier mais (quelle con la carta gialla) tra le labbra. Un´immagine desueta: il basco si porta soltanto nei Pirenei, il pane te lo mettono nella carta e prima o poi nessuno fumerà più. Nel frattempo, le più famose sigarette francesi diventeranno inglesi: «Non c´è più religione», esclamerebbe un nostalgico della douce France cantata da Charles Trenet.
Quelle sigarette hanno fatto epoca. Le si vedevano nei film, facevano sentir grandi gli adolescenti che cominciavano a fumare e mettevano alla prova quel tabacco bruno, forte e piuttosto puzzolente. Era una specialità dei francesi: fabbricavano le Caporal, che con una sola tirata potevano farvi schiantare i polmoni, e poi le pur sempre robuste Gitanes e Gauloises. Due marchi cugini, figli del Monopolio di Stato e lanciati lo stesso anno, nel 1910. Ma le Gitanes sono sempre state più "maschie", le Gauloises un tantino meno forti. I veri appassionati le fumavano senza filtro, guardavano con un certo disprezzo chi le preferiva col filtro e furono scandalizzati dall´arrivo delle bionde, indispensabili per arginare l´avanzata delle sigarette americane.
Oggi, i fumatori di brune sono pochi e la manifattura francese dei tabacchi si batte da tempo su un mercato mondializzato, in cui dominano alcuni giganti. Privatizzata nel 1995, si è fusa nel 1999 con la sua consorella spagnola, dando vita ad Altadis, il gruppo oggi nel mirino britannico. Gauloises e Gitanes, insomma, erano già mezze straniere e del resto le Gitanes sono prodotte in Spagna e non Oltralpe. Anche per questo, probabilmente, la notizia dell´offerta di acquisto britannica non ha suscitato emozione. Almeno finora.
Il gruppo franco-spagnolo Altadis deciderà entro tre settimane se accettare gli 11,5 miliardi di euro in contanti offerti da Imperial Tobacco. Il consumo nei paesi occidentali diminuisce e gli esperti assicurano che fra qualche anno resteranno solo tre giganti a contendersi il mercato. Altadis è solo sesta e forse non ha le spalle abbastanza solide per restare indipendente: Imperial o altri, si dice, finiranno per comprarla. Altadis fa gola, perché è il leader mondiale della fabbricazione di sigari: le Gauloises e le Gitanes non giustificherebbero da sole una cifra così alta come quella messa sul tavolo da Imperial Tobacco.