Michele Smarggiassi, la Repubblica 17/3/2007, 17 marzo 2007
«...La storia della lotta al cellulare nell´arcipelago della scuola italiana potrebbe averla scritta Beckett
«...La storia della lotta al cellulare nell´arcipelago della scuola italiana potrebbe averla scritta Beckett. La prima circolare la firmò il ministro Berlinguer, quasi dieci anni fa, per i prof. E non successe niente. Il concertino di suonerie è diventato sottofondo delle lezioni. Gli insegnanti sopportano soffrendo. Cinque anni fa la psicologa Mariolina Palumbo accertò che per quattro docenti su dieci lo squillo petulante dei cellulari è il fattore più ansiogeno del mestiere. Nel frattempo la diffusione degli apparecchi è schizzata al 95% tra i 14 e i 16 anni e al 99% tra i 16 e i 18, e il concerto è diventato frastuono. Ma le contromisure decise non piacciono. I presidi dell´Anp e i genitori del Moige avvisano che «il divieto non è lo strumento più idoneo». Nel suo blog l´onorevole Alba Sasso, firmataria di una proposta di legge, si sente rimproverare il «proibizionismo» e raccomandare «dialogo e condivisione» dagli stessi insegnanti-vittime. Ci si ritrae davanti all´inevitabile scontro. storia che si ripete in tanti consigli di classe dove i genitori insorgono: il cellulare non si tocca. proprietà privata. E poi è uno strumento di controllo sui nostri figli. I professori intimoriti arretrano: non abbiamo strumenti...» (Michele Smarggiassi, la Repubblica 17/3/2007)