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 2007  marzo 17 Sabato calendario

Lou Barletta, sindaco di Hazleton, cittadina della Pennsylvania, ha emanato un’ordinanza per sanzionare penalmente chi dà lavoro o affitta un alloggio a immigrati privi di documenti

Lou Barletta, sindaco di Hazleton, cittadina della Pennsylvania, ha emanato un’ordinanza per sanzionare penalmente chi dà lavoro o affitta un alloggio a immigrati privi di documenti. L’ordinanza è stata impugnata davanti al tribunale di Scranton dall’Aclu, l’Associazione per la difesa dei diritti civili, per vizio di incompetenza (con la motivazione che si tratta di materia di competenza esclusiva del governo federale). L’Aclu accusa Barletta di colpire col suo provvedimento specificamente i clandestini, ma in realtà di discriminare gli immigrati in genere, sulla base di un profilo razziale (negli Stati Uniti, infatti, non vige l’obbligo di avere sempre un documento di identità e quindi è molto difficile distinguere tra lavoratori in regola e no). Intanto, nell’inerzia del governo federale, altre 80 città stanno pensando di seguire il suo esempio, ma fino a oggi i giudici – chiamati a pronunciarsi su casi minori – hanno sempre bocciato le ordinanze municipali. Secondo i giuristi l’impugnazione sarà accolta (in caso contrario l’immigrazione sarebbe regolata da cento diverse legislazioni locali). L’ordinanza di Barletta è sponsorizzata da Lou Dobbs, il conduttore che tutte le sere, dai teleschermi della Cnn, chiede protezioni per i prodotti "made in Usa" e severe sanzioni per stroncare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Da anni gli Stati Uniti affrontano la questione dell’immigrazione clandestina, adottando la linea del laissez faire, assecondando le richieste delle imprese di importare manodopera a basso costo, e ottenendo la tolleranza dell’opinione pubblica grazie al conseguente contenimento dell’inflazione. Ma un anno fa, con 12 milioni di clandestini (soprattutto messicani) stabilmente residenti negli Usa, è aumentato il dissenso di parte della società, e sono falliti i tentativi di Bush di varare una sanatoria (auspicata da imprenditori e partito democratico, ma giudicata impopolare dalla maggioranza dei repubblicani). Dopo le elezioni di mezzo termine Camera e Senato hanno varato leggi diverse e inconciliabili.Col nuovo Congresso (insediato a gennaio) invece è ripreso il lavoro bipartisan guidato sui due fronti da Ted Kennedy e John McCain. Proprio in questi giorni il Senato è stato luogo di pellegrinaggio da parte di un’inedita coalizione pro-clandestini di paladini dei diritti civili e lobbisti delle imprese di ogni settore (ultimi, in ordine di tempo, i floricoltori e i produttori di mele, saliti su Capitol Hill per lamentarsi dei raid anti-clandestini con arresti e rimpatri forzati che hanno reso molto più difficile trovare lavoratori giornalieri). Sull’ altro fronte si è coagulata l’alleanza tra i lavoratori a basso reddito (che vedono nei clandestini una concorrenza diretta e sleale), e molti conservatori, spaventati dall’aumento della criminalità e convinti che i lavoratori stranieri siano più un costo che una risorsa (raramente pagano le tasse, ma usano tutti i servizi pubblici, dalle scuole statali a Medicaid, la sanità federale per i poveri). Lo stesso sindaco Barletta ha dimostrato al giudice che a fronte di un aumento della popolazione del 30 per cento il gettito fiscale è fermo, e che i reati sono aumentati del 300 per cento.