tgcom 14/3/2007, 14 marzo 2007
Nella preistoria gli uomini bassi erano considerati i più sexy. E’ la tesi di uno studio dell’Università statunitense dello Utah: tra gli australopitechi, vissuti circa quattro milioni di anni fa e alti in media un metro e 23, la bassa statura consentiva di combattere meglio e di conseguenza garantiva ai maschi un enorme sex appeal
Nella preistoria gli uomini bassi erano considerati i più sexy. E’ la tesi di uno studio dell’Università statunitense dello Utah: tra gli australopitechi, vissuti circa quattro milioni di anni fa e alti in media un metro e 23, la bassa statura consentiva di combattere meglio e di conseguenza garantiva ai maschi un enorme sex appeal. Il professor David Carrier, in un articolo pubblicato sulla rivista "Evolution": «Le gambe corte e un fisico compatto assicuravano agli australopitechi il successo nella lotta per le femmine». Non solo: gli uomini più bassi, probabilmente consapevoli di questo vantaggio, erano anche i più aggressivi. Gli standard estetici sono cambiati già nella preistoria, due milioni di anni fa, quando l’uomo delle caverne ha iniziato a servirsi di armi per difendersi. A quel punto il fascino delle gambe corte è venuto meno e l’altezza della specie ha cominciato ad aumentare, in un’inversione di tendenza che dura tuttora visto che gli umani, sia uomini sia donne, crescono in altezza di generazione in generazione.