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 2007  marzo 08 Giovedì calendario

Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 8 marzo 2007. 1983. Neocomici in tv: in principio fu Drive in

Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 8 marzo 2007. 1983. Neocomici in tv: in principio fu Drive in. Drive in appartiene all’Olimpo della tv: in onda dal 14 ottobre 1983, è stato il varietà più popolare e innovativo del decennio: uno studio gremito di prosperose ragazze fast food, auto e un pubblico giovane dalla risata preconfezionata fanno da sfondo a una satira spesso pungente e mordace. Gianfranco D’Angelo ed Ezio Greggio garantiscono una sorta di continuità a una trasmissione spezzata in vari numeri: Enzo Braschi, conformista paninaro dallo slang giovanilista, il ragazzo dei «giumbotti» Giorgio Faletti (nelle successive edizioni anche nei panni della guardia giurata Vito Catozzo e di suor Daliso), il pavido Enrico Beruschi inseguito dalla moglie arpia (Margherita Fumero), Sergio Vastano che ironizza sugli yuppie bocconiani e ancora D’Angelo nei ruoli di Marina Lante delle Povere, Raffa, Gervasetto, Carlo e Diana, Pippo e Katiuccia. Drive in è all’origine di tutta la moderna comicità televisiva: dalla Tv delle ragazze di Serena Dandini a Zelig di Gino & Michele. Drive in è stato anche il varietà che ha percorso fino in fondo la strada della ricerca e dell’innovazione tracciata da Enzo Trapani. Mentre Biagio Agnes tenta di rafforzare in ogni modo la Rai per contrastare l’ascesa delle tv commerciali, la Fininvest accresce la sua quota di mercato acquistando l’emittente di Edilio Rusconi, Italia 1. Su Canale 5 fanno la loro comparsa i Puffi, il candido popolo di elfi blu. Inizia l’era di Puffilandia. A luglio il presidente Sandro Pertini affida la segretario socialista Bettino Craxi l’incarico di formare il nuovo governo. Per la prima volta un socialista guida il governo. Ma è anche l’anno degli scandali legati al Psi: si inizia a Torino con Giusy La Ganga e si procede a Savona con Alberto Teardo. Il mondo culturale bolognese è sconvolto dall’assassinio di Francesca Alinovi, insegnate di Estetica al Dams di Bologna. Della morte viene accusato un giovane di 23 anni che vive una contrastata storia d’amore con la professoressa, Francesco Ciancabilla. A luglio Toni Negri viene scarcerato: è infatti stato eletto nelle liste del Partito Radicale. Il 21 settembre la camera concede l’autorizzazione a procedere per il suo arresto, ma Negri è già latitante in Francia. In Argentina la giunta militare argentina annuncia la morte di ventimila prigionieri politici desaparecidos. Il giorno seguente il Presidente Pertini invia un telegramma alla giunta militare, denunciandone l’«agghiacciante cinismo». Le madri della Plaza de Mayo sfilano innalzando cartelli con i ritratti dei figli scomparsi. In ottobre Raul Alfonsin è eletto presidente, finisce la dittatura militare. RECENSIONI TV UGO BUZZOLAN BUM BUM, C’ LA MAGGIORATA. LE BELLEZZA TUTTA CURVE ULTIMA MODA SUI TELESCHERMI. La stampa, 20 ottobre 1983. Anche in Drive in c’è una maggiorata ben nota. Carmen Russo, ma il discorso è diverso. Nello show di Italia 1, la Russo è adibita a piccante presenza seminuda, ma non ha un personaggio a cui dar vita: è una polposa bellezza da copertina, ma il suo compito è, in definitiva, solo quello di ancheggiare, di mostrare le gambe e di sporgere il più possibile le poppe in fuori. Ma oggi questo è sufficiente per fare una vedette? Direi che i meriti di Drive in sono altrove, pure qui in uno sforzo di effervescenza bislacca e in una complessiva rapidità di ritmo (fulminee scenette importate, e altre fabbricate in casa dello stesso stampo), ritmo che purtoppo viene poi spezzato e dilatato dai soliti inserti pubblicitari. UMBERTO SIMONETTA DRIVE IN Il giorno, 15 maggio 1987. Confesso che verso questo programma, che i telespettatori hanno accolto con sorprendente favore e che è entrato a far parte della storia televisiva, ho sempre avuto qualche riserva. Riserva che credo legittima e che riguardava soprattutto la modesta qualità di taluni interpreti, spesso più dilettanteschi del lecito, più sfacciati che bravi... Debbo aggiungere che questa riserva si rivolgeva più che ai responsabili della trasmissione, a taluni telespettatori. Non c’è niente di più melanconico che vedere delle persone abbondantemente adulte far finta di divertirsi da morire alle rubriche televisive per giovani... Qualcuna di queste persone per salvarsi la faccia sostiene: «No, guarda, tu non hai capito. Si tratta di trasmissioni assurde, che giocano tutto sulla comicità demenziale. Non vanno mai lette in prima lettura». «E neanche in seconda», rispondo io, perché per Boldi, per esempio, non ci può essere una seconda lettura. Sfido chiunque al mondo, sfido l’intellettuale più perverso, a scovare una seconda lettura in Boldi. In lui c’è una sola lettura. Che basta e avanza. I FATTI In Italia. Il 24 gennaio nel corso del processo «Moro 1» viene chiesto l’ergastolo per 22 brigatisti rossi responsabili del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro e della sua scorta. Tra loro Mario Moretti, Prospero Gallinari, Valerio Morucci, Barbara Balzarani. Il 25 gennaio la mafia uccide Giangiacomo Ciaccio Montalto, sostituto procuratore di Trapani. Il 13 febbraio nel cinema Statuto di Torino un incendio causa la morte di 64 persone. Il 9 febbraio viene ucciso Paolo Di Nella, giovane legato al Fronte della gioventù. L’agguato avviene mentre stava attaccando dei manifesti per le vie di Roma. Il 26 febbraio al processo contro la colonna genovese delle Br dieci brigatisti sono condannati all’ergastolo. Patrizio Peci, collaboratore di giustizia, viene rimesso in libertà. Il 17 marzo a Torino si dimette la giunta comunale guidata dal sindaco Novelli: sono infatti emessi mandati da cattura per alcuni assessori e consiglieri comunali, accusati di aver incassato tangenti. Lo stesso giorno la Procura di Roma assolve gli imputati per il processo alla P2. L’organizzazione non è ritenuta un’associazione a delinquere che ha cospirato contro lo Stato. Il 18 marzo muore a Ginevra Umberto II di Savoia, ultimo re d’Italia. Il 3 maggio le Br feriscono Gino Giugni, giurista padre dello Statuto dei lavoratori. Il 14 giugno l’ex presidente della Regione Ligura Teardo (Psi) è arrestato con l’accusa di concussione. Bettino Craxi denuncia la strumentalizzazione dell’arresto a pochi giorni dalle elezioni politiche. Il 17 giugno a Napoli un’inchiesta sulla Nuova camorra porta all’emissione di 856 ordini di cattura per persone presunte appartenenti all’organizzazione. Tra loro anche il presentatore televisivo Enzo Tortora, che finisce in carcere sotto gli occhi delle telecamere. Solo nel settembre del 1986 viene assolto con formula piena. Il 22 giugno scompare a Roma la quindicenne Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente del Vaticano. Le ipotesi si concentrano inizialmente sulla fuga volontaria dell’adolescente, ma presto emergono inquietanti retroscena che collegano la sparizione all’attentato al Papa e ai Lupi Grigi. Emanuela Orlandi non è mai stata ritrovata. Il 25 e 26 giugno si tengono le elezioni politiche. La Dc ottiene il 32,9% delle preferenze, il Pci il 29,9% e il Psi l’11,4%. L’8 agosto sarà varato il primo governo Craxi: si tratta di un esecutivo di coalizione «pentapartito». Il 29 luglio la mafia uccide a Palermo il giudice Rocco Chinnici, insieme a due agenti della sua scorta e al portiere di un palazzo. Il 10 agosto Licio Gelli evade dal carcere di Ginevra. Il 25 ottobre vengono arrestati Tommaso Buscetta e Tano Badalamenti. Il 16 novembre la Camera approva l’installazione dei missili americani Cruise a Comiso, in Sicilia. Dieci giorni dopo alla base di Sigonella arrivano i primi pezzi dei missili. Manifestazioni per la pace e per il disarmo si susseguono in Sicilia. Nel suo messaggio di fine anno alla nazione, il Presidente Pertini solidarizza con le istanze pacifiste. Il 28 novembre si conclude il processo agli assassini di Walter Tobagi: sono condannati a 8 anni e 9 mesi, ma vengono subito rimessi in libertà perché hanno collaborato con la giustizia. Il 10 dicembre a Torino sono chiesti otto ergastoli a membri dell’organizzazione terrorista Prima Linea. Il 27 dicembre Giovanni Paolo II visita in carcere Ali Agca, che il 13 maggio 1981 l’aveva gravemente ferito sparandogli in Piazza San Pietro. All’estero. Il 23 marzo il Presidente Reagan annuncia un programma di difesa per proteggere gli Stati Uniti da missili ostili: è lo «scudo spaziale». Il primo aprile in tutta Europa si svolgono manifestazioni per promuovere il disarmo nucleare. Il 5 aprile Lech Walesa, leader dell’organizzazione sindacale polacca Solidarnosc vince il Premio Nobel per la pace. Il 18 aprile in Libano una bomba all’ambasciata americana a Beirut causa decine di vittime. Il 12 maggio in Cile iniziano le manifestazioni di protesta contro il regime di Pinochet. L’autorità militare reprime la contestazione causando nel corso dell’anno dieci vittime. A Giugno le elezioni in Gran Bretagna riconfermano Margaret Thatcher. Il 29 luglio muore il regista Luis Buñuel. Il primo settembre l’Urss abbatte un jumbo delle linee aeree sudcoreane: le vittime sono 269. Il 16 settembre per protesta contro il governo sovietico, le autorità del New Jersey impediscono l’atterraggio su suolo americano dell’aereo che trasporta il ministro degli esteri russo, diretto all’Assemblea dell’Onu. Il 23 ottobre a Beirut due bombe colpiscono il comando americano e francese delle forze di pace: 250 i morti. Il 25 ottobre le truppe Usa invadono l’isola di Grenada nell’operazione Urgent Fury. Il 4 novembre a Tiro una bomba contro il comando israeliano causa novanta vittime. Il 22 novembre il Parlamento della Germania Federale approva l’installazione di missili statunitensi Pershing-2 sul suo territorio. Il mondo si interroga con sempre più preoccupazione su un’epidemia mortale, l’Aida. Viene individuato uno dei virus della malattia, ma il rapporto di causa/effetto rimane sconosciuto. MODI DI DIRE Il Drive in dà vita a veri e propri tormentoni: «Se... che? Securo!!!», (D’Angelo e Greggio), l’Asta Tosta con gli «oggetti tosti per tutti i gosti», «Chi ha cuccato la Cuccarini?», «Ma lo sa che lei è proprio un bel volpino», «Cronaca stop novella espress, più che notizie: spettegulesss », «Che è paranormale ma... bada ben bada ben bada ben... è normale!» (Greggio), «Con quei baffetti da sparviero...! », «Has has hassssssssss…Fidanken! », «Hai toppato, Katia!» (D’Angelo), «Porco il mondo che c’ho sotto i piedi», «... che se saprei che mio figlio mi diventa un’orecchione... vivo ce lo faccio mangiare», «Mia cognata ha due Roberti! » «Anatrema su di voi!» (Faletti), «U top du top», « chiaru stu fattu?» (Vastano), «Ce l’ho qui la brioche» (Zuzzurro e Gaspare), A me, me pare tanto ”na strunzata! (I Trettrè) Celeberrimo è il paninaro milanese: «gergale, negli anni Ottanta, adolescente che apparteneva a gruppi urbani frequentatori abituali di paninoteche, che si distinguevano per l’abbigliamento sportivo e costoso, rigorosamente di marca». Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso.A Roma era diffusa la variante tozzo, al femminile squinzia. Intercalari tipici del paninaro: meridion (meridionale), arteria (madre), sapiens (padre), ciàina (impiegato di sinistra, dall’inglese China). Altri modi di dire : Le Timba, Faccio il week a Curma, Una sfitinzia arrapation,Very original, Mi gusti mucho. Spesso però molti di questi neologismi erano pura invenzione, creati dalle riviste paninare (come il celeberrimo Il Paninaro) e dallo stesso Enzo Braschi. I grandi processi alle Brigate Rosse e altre associazioni eversive fanno sì che si parli spesso di pentitismo, termine coniato nel 1982. «Nel linguaggio giornalistico, collaborazione dei pentiti con la magistratura in cambio di determinati benefici, specialmente la riduzione della pena». Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso. Il dibattito è alimentato dal libro Io, l’infame, di Patrizio Peci, Br collaboratore di giustizia. LETTERATURA Feltrinelli chiude la collana dei Franchi Narratori, simbolo di una stagione di letteratura impegnata.William Golding riceve il Nobel per la letteratura, a Pomilio va il Premio Strega per Il Natale del 1833. Margherite Duras è premiata all’Académie Française Incipit STEFANO BENNI TERRA! La notte del trenta agosto 2039 un’ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l’erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina. Metà degli abitanti invase le strade cercando scampo verso il mare. La Coca Cola vendette solo in quella notte quaranta milioni di litri di bibita, un lago nero e zuccherino che avrebbe potuto sostenere tutta la flotta Usa. I cubetti di ghiaccio valevano più dei diamanti, e si narra di famiglie che si bevvero la piscina di casa. ISABEL ALLENDE LA CASA DEGLI SPIRITI Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l’abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant’anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedì Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva - dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro - il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastian, alla quale assistette con tutta la famiglia. ITALO CALVINO PALOMAR Il mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva sabbiosa. Il signor Palomar è in piedi sulla riva e guarda un’onda. Non che egli sia assorto nella contemplazione delle onde. Non è assorto, perché sa bene quello che fa: vuole guardare un’onda e la guarda. Non sta contemplando, perché per la contemplazione ci vuole un temperamento adatto, uno stato d’animo adatto e un concorso di circostanze esterne adatto: e per quanto il signor Palomar non abbia nulla contro la contemplazione in linea di principio, tuttavia nessuna di quelle tre condizioni si verifica per lui. Infine non sono «le onde» che lui intende guardare, ma un’onda singola e basta: volendo evitare le sensazioni vaghe, egli si prefigge per ogni suo atto un oggetto limitato e preciso. MODA, COSTUME, ARTE Espressione del disimpegno e del consumismo anni ”80: questo è il movimento dei paninari. Nato a Milano attorno a un gruppo di giovani dei licei Oppenheimer, Gonzaga, Studium, Leone XIII°, il fenomeno è prima circoscritto ai giovani della Milano bene, ma si diffonde poi a macchia d’olio, tanto da dar vita a vere e proprie bande. Ha i suoi punti di ritrovo al bar Al panino (da qui il nome), situato vicino alla palazzina Liberty, e successivamente in San Babila, attorno al fast food italiano Burghy. Look tipico del paninaro, rigorosamente di marca: giacconi imbottiti Moncler, scarponcini Timberland, jeans Levis, felpe Best Company, cinture El Charro. In Italia dilaga la swatchmania. Il simpatico orologio svizzero, coloratissimo e in plastica, abbatte il concetto dell’orologio che deve durare tutta la vita, anche grazie al suo basso costo (50.000 lire ). La collezione viene rinnovata due volte l’anno come avviene per la moda. Ne esistono moltissimi modelli, alcuni anche firmati da artisti come Mimmo Paladino e Folon, che presto iniziano ad essere collezionati. In Italia nasce e si sviluppa il movimento artistico della Transavanguardia, termine coniato dal critico Achille Bonito Oliva. Il movimento recupera con intento ironico i mezzi espressivi tradizionali e i soggetti figurativi, anche in polemica con gli eccessi d’astrazione dell’arte concettuale. Spopolano in libreria i manuali di ginnastica aerobica. Il più letto è quello dell’attrice americana Jane Fonda, Il mio libro di ginnastica. «Che siano medici della Nasa curanti gli astronauti, danzatrici o giornalisti titolari di palestre, attrici di sinistra e non, attraenti e non più giovani, gli autori di aerobica appartengono insomma all’antica corporazione dei venditori di felicità. Se le ideologie son finite e i valori son caduti, se Dio è morto e la rivoluzione non si farà, alla Me generation rimane il narcisismo». Lietta Tornabuoni, Tuttolibri, 22 ottobre 1983. Dal cambio del protocollo informatico Arpanet nasce Internet. Sport.  l’anno dello scudetto alla Roma, conquistato dopo più di quarant’anni dall’ultimo (campionato 1941-42). La soddisfazione dei tifosi è doppia perché i rivali laziali militano in serie B. Bandiere della squadra sono il brasiliano Falcao e Bruno Conti. Allena Liedholm. L’Italia debutta nella competizione di vela America’s Cup con Azzurra, un 12 metri con equipaggio addestrato dal romagnolo Cino Ricci. L’impresa è promossa dall’Avvocato Gianni Agnelli e dal principe Karim Aga Khan. L’Italia si scopre appassionata di vela e regate e tifa per Azzurra che classifica terza alle semifinali della Luis Vuitton Cup, dietro Australia II e Victory ”83. Il ciclista italiano Saronni vince il Giro d’Italia, al Tour de France s’impone Mignon. CINEMA Nelle sale anche Flashdance di Adrian Lyne, musical videoclip. In fondo è l’anno di Thriller, spettacolare videoclip di Michal Jackson firmato da John Landis. Immagini e musica hanno trovato una nuova dimensione. PIETRO PISARRA E. T. L’EXTRATERRESTRE Rivista del cinematografo, settembre-dicembre 1982 Al di là di fuorvianti interpretazioni mistico-religiose che Spielberg mostra di avallare in almeno due sequenze, il film appare, così, come una complessa macchina da spettacolo che non addormenta le coscienze, ma invita a riflettere sul bisogno mai sopito di creare miti e leggende, di giocare e far festa. Fumetti e videogames sono i suoi antenati più diretti, ma non è estranea alla sua storia tutta la tradizione della narrativa fantastica che abbonda di gnomi e di folletti, di «eroi» inermi e indifesi. L’impressione che si tratti di un’opera rassicurante è del tutto fondata, ma per Spielberg non è un’accusa, è un complimento. E. T. non ha forse il merito di ribaltare lo stereotipo dell’alieno cattivo, in voga nei film di fantascienza degli Anni ’50, e di ricordare che il male (come il bene) non è fuori di noi, ma in noi, e che le minacce alla pace e alla giustizia vengono soprattutto dal cuore dell’uomo e non da qualche terribile nemico esterno, da qualche oscura potenza delle tenebre? Per i suoi detrattori (ma sono poi gli stessi che considerano i fumetti, il giallo e la fantascienza come «para-letteratura », prodotti di «serie B», «roba» da consumare in treno o di nascosto...), il lavoro di Spielberg ha solo una funzione narcotizzante. A noi pare, invece, il film più «politico» dell’ultima stagione, nel senso che indica, senza pedanterie o fumosità verbali, una strada da percorrere: la ricerca del dialogo sempre e comunque, senza «demonizzare» l’avversario o il diverso. il miglior antidoto contro i sogni del dottor Stranamore. WALTER VELTRONI SAPORE DI MARE, IN CERTI PICCOLI AMORI Dizionario sentimentale di film, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1988 Per me questo è il migliore dei film vanziniani. Che hanno almeno il merito di avere creato un «genere». E questa storia piena di piccola nostalgia, sparsa tra la sabbia e le «capannine» di Forte dei Marmi, conosce dei momenti di autentico divertimento. E, perché negarlo, queste due ore di film riescono a restituire il profumo e i sapori di quegli anni straordinari. Parlo degli anni Sessanta, naturalmente. Anni straordinari perché unici, carichi di buone speranze, vissuti, da chi aveva la fortuna di essere giovane allora, con un carico di attese che non si è ripetuto. Allora si pensava che il mondo non potesse che migliorare. Ci dava fiducia la scienza che sconfiggeva le malattie e conquistava pianeti sconosciuti, la televisione che ci faceva conoscere, i viaggi che ci schiudevano orizzonti nuovi. Per questo in quegli anni c’era lo spazio per un buon «privato»: il sesso da scoprire, le minigonne e le musiche per i balli «stretti». Il film è la storia di un gruppo di ragazzotti, un po’ vitelloni, che intreccia storie d’amore, di imbranature, di scoperte abbastanza futili ma non dannose. Il finale, nello stesso night diciotto anni dopo, racconta il vero volto del film: ricordo con amarezza. Perfetta Virna Lisi, la signora che tutti i ragazzi hanno sognato di conquistare. Prima che gli ombrelloni, per tutti, si chiudano, prima dell’autunno. Aldo Grasso (continua)