Virginio Piccolillo, Corriere della Sera 16/3/2007, 16 marzo 2007
ROMA – Con l’esplodere di Vallettopoli aveva dato il primo avviso. Con il caso Sircana il garante della Privacy ha emesso un triplice divieto
ROMA – Con l’esplodere di Vallettopoli aveva dato il primo avviso. Con il caso Sircana il garante della Privacy ha emesso un triplice divieto. «Tutti i giornali» non potranno pubblicare notizie che «si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico», «dettagli e circostanze eccedenti rispetto all’essenzialità dell’informazione», «particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale». Pena da tre mesi a due anni di reclusione. Un provvedimento che solleva polemiche, annunciato ieri assieme a un’altra iniziativa: quella del Guardasigilli Mastella di inviare nuovi ispettori alla procura di Potenza. GARANTE – « come salire un gradino su una scala – spiega il garante Francesco Pizzetti ”. A giugno avevamo invitato a conformarsi a un principio di diritto, adesso si è reso necessario porre un freno a una deriva pericolosa, apponendo un divieto». Chi giudicherà se si è passato il limite? «Sono criteri elastici. Tocca innanzitutto al giornalista». Pizzetti smentisce di essere intervenuto perché nel tritacarne delle intercettazioni c’è finito il portavoce di Romano Prodi, Silvio Sircana: citato dal fotografo Max Scarfone che, in una telefonata con Fabrizio Corona, sosteneva di averlo fotografato mentre si ferma con l’auto vicino a un transessuale. Episodio smentito ieri da Scarfone («Ho inventato tutto»). «Non è una norma Sircana. Anche se il suo caso, citato da Il Giornale in un fatto in cui non c’è alcuna prova nemmeno di ciò che il lettore leggendo crede sia vero, dimostra che la dignità delle persone non vale un bottone. Ma è un principio che vale anche per le ragazze citate». Il primo avviso Pizzetti lo lanciò a tutela di Elisabetta Gregoraci, balzata in carriera fino a Buona domenica: «Non mi interessa se a qualcuno piace essere derubato, io devo impedire che gli sfilino il portafoglio». Secondo l’ex Garante, Stefano Rodotà, il provvedimento «è opportuno, perché rileva la violazione di principi già enunciati a giugno». « ciò che facemmo – ricorda – per la pubblicazione di frammenti imbarazzanti della vicenda di Alessandra Necci e Francesco Pacini Battaglia». LE POLEMICHE – Ma il divieto di pubblicazione solleva critiche pesanti. «Si sono svegliati tutti solo di fronte al caso Sircana» ha rinfacciato al Garante ieri a Porta a porta il direttore del Giornale Maurizio Belpietro. «Quella telefonata non ha alcuna rilevanza ai fini istruttori», lo ha rimproverato Pizzetti. «Che il portavoce del governo fosse seguito dai fotografi, che lo pedinavano per prepararsi a ricattarlo non ha una rilevanza informativa?» ha contestato Belpietro. «Questa vicenda può dare una spinta a lavorare sul ddl sulle intercettazioni. Può essere l’unico lato positivo» ha detto il ministro Giuliano Amato. «C’era una ragione in quel ddl – ha aggiunto ”. Lo si poteva correggere, era giusto farlo, ma farlo cadere è stato un errore». ARRIVANO GLI ISPETTORI – Intanto il ministro Clemente Mastella annuncia che invierà gli ispettori a Potenza per verificare se ci siano state fughe di notizie che possano aver favorito la violazione del segreto istruttorio. E se vi siano state condotte che abbiano portato alla violazione delle norme sulla privacy riguardo al caso Sircana. Gli ispettori, come ha ricordato lo stesso Mastella, a Potenza sono già stati inviati altre volte, senza trovare nulla. L’INCHIESTA A MILANO – Da ieri, inoltre, parte dell’inchiesta del pm potentino Woodcock è passata alla Procura di Milano, sul tavolo del sostituto Franck Di Maio, che indagherà sulle foto-estorsioni ai calciatori Gilardino e Coco e all’imprenditore Vacchi (tentata) e su alcune starlette coinvolte in giri di coca e prostituzione. *** DAL NOSTRO INVIATO POTENZA – Il ministro Mastella invia gli ispettori? E qui a Potenza, per la quarta volta in un anno e mezzo, il pm Henry John Woodcock e il gip Alberto Iannuzzi (foto) li accoglieranno allo stesso modo: «Noi non ci sottrarremo ad alcuna verifica e ad alcun vaglio – dice il gip – nella consapevolezza di aver fatto il nostro dovere fino in fondo». Fuga di notizie su Vallettopoli: Woodcock non parla con i cronisti, ma i più vicini a lui sanno cosa pensa: «Quel provvedimento era totalmente blindato. Avevo fissato regole ferree, quasi maniacali». Un vero decalogo: «numero di copie limitato dell’ordinanza» (18 per gli arrestati, una per il gip e l’altra per il pm). Ogni copia «numerata, in busta sigillata e data a un pubblico ufficiale per la consegna», con l’impegno a registrare perfino l’ora dell’arrivo. Woodcock, inoltre, aveva raccomandato a tutti «l’assoluto rispetto della privacy» e di evitare «ogni possibile forma di contatto con gli organi di informazione e qualsivoglia forma di divulgazione».