Dario Di Vico, Corriere della Sera 16/3/2007, 16 marzo 2007
Avessimo dato retta a Paolo Baffi, il ministero delle Partecipazioni statali non sarebbe mai nato. Siamo nell’Italia dei primi anni Cinquanta: l’Iri è ridiventato operativo da pochi anni, in Parlamento si discute della riforma del suo statuto e sta per nascere l’Eni
Avessimo dato retta a Paolo Baffi, il ministero delle Partecipazioni statali non sarebbe mai nato. Siamo nell’Italia dei primi anni Cinquanta: l’Iri è ridiventato operativo da pochi anni, in Parlamento si discute della riforma del suo statuto e sta per nascere l’Eni. Quello che sarebbe diventato più di venti anni dopo il governatore della Banca d’Italia si batte, assieme a pochi altri, per evitare la tracimazione dello Stato nell’economia, si oppone alla creazione di un ministero ad hoc e al rafforzamento del ruolo dell’Iri. A riportarci a quella discussione e a quella coraggiosa presa di posizione è stato ieri l’attuale governatore Mario Draghi, che parlando alla Bocconi in memoria di Baffi ha voluto ricordare come il suo predecessore sostenesse, già nel 1953 con grande lungimiranza, che invece di ampliare la sfera pubblica dell’economia «si doveva puntare soprattutto su una buona regolazione del mercato»...