Varie, 15 marzo 2007
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Willebrands Johannes
• Bovenkarspel (Olanda) 4 settembre 1909, 1 agosto 2006. Cardinale • «[...] Nel 1951 inventa una ”Commissione cattolica per le questioni ecumeniche” per dialogare col movimento ecumenico nonostante i divieti del Sant’Uffizio. Nel 1960 Giovanni XXIII lo chiama a Roma al segretariato per l’unità dei cristiani, accanto al cardinal Bea. Insieme a lui, il prelato olandese lavora alla redazione dei documenti del Concilio Vaticano II sui rapporti con gli ebrei e le religioni, sulla dignità della coscienza e la libertà religiosa, e prima di tutto sull’ecumenismo e l’unità delle Chiese. Anzi: quando una raffica di piccoli emendamenti imposti dal Papa a quest’ultimo decreto crea una tensione fortissima fra l’assemblea conciliare, gli osservatori delle Chiese non cattoliche e il Pontefice, la credibilità di Willebrands salva la situazione e permette la promulgazione di un documento, Unitatis redintegratio, senza il quale il cattolicesimo sarebbe stato diverso. sempre lui nel 1965 a leggere a Costantinopoli la memorabile dichiarazione solenne che cancellava 911 anni di scomuniche fra papato e patriarcato; quattro anni dopo Paolo VI lo mette a capo del segretariato e gli consegna la credibilità ecumenica di Roma. Willebrands (che è contemporaneamente arcivescovo di Utrecht nel pieno della crisi della Chiesa olandese) è tessitore equilibratissimo: non un semplice cultore di amicizie né un mero negoziatore teologico, ma un credente in cui chiunque sente il desiderio d’adempiere il comandamento di Gesù all’unità. Il che lo rende audace: in occasione del centenario della Confessio augustana del 1980 e della nascita di Lutero del 1983, fa dirompenti dichiarazioni sulla ”testimonianza di fede” del riformatore, che irritano teologi autorevoli e timidi. Porta i cattolici a un passo dall’unione con la Chiesa anglicana nel 1983 e nel 1988 rappresenta il Papa nelle celebrazioni del millenario del battesimo della Russia: approdo d’un dialogo rispettoso, che porterà Wojtyla a scrivere Ut unum sint, la coraggiosa enciclica sulla riforma del papato, oggetto d’un sabotaggio mirato. Dopo Willebrands – pensionato dal 1989 – l’impegno ecumenico della Chiesa cattolica è rimasto serrato, sul piano intellettuale, politico, negoziale. Ma fra la passione per l’unità e il mestiere di negoziare, passa una differenza: e Johannes Willebrands, uscito di scena in sordina, ha segnato l’era della passione» (Alberto Melloni, ”Corriere della Sera” 8/8/2006).