Varie, 15 marzo 2007
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Whitehead Colson
• New York (Stati Uniti) 6 novembre 1969. Scrittore. «Newyorkese, nero […] Ha inventato un’espressione - la Lista - che riassume le convivenze, e le connivenze, fra giornalisti e industrie, industria culturale inclusa. Appartengono alla Lista i giornalisti prediletti dagli uffici stampa, invitati agli Eventi tanto da poter viaggiare e mangiare e vivere a sbafo per mesi, e capaci poi di “vendere” i prodotti, un disco o un’automobile o un personaggio fa lo stesso, scrivendone sulle riviste. […] “Quand’ero piccolo esistevano solo due supereroi neri, Muhammad Ali e John Henry, eroe ottocentesco delle strade ferrate, spaccapietre nero celebre per aver sfidato, e sconfitto, una delle prime trivelle a vapore. Con tutto il rispetto per Achille e Superman, è bello avere un eroe che ti assomiglia. Ogni cultura ha bisogno di miti e di eroi che la sostengano, perché insegnano, costruiscono, incantano”. Il suo primo incontro con John Henry? “Alle elementari. Da allora, mi ha sempre accompagnato”. […] “Non c’è un’unica “America nera” - siamo settentrionali e meridionali, democratici e repubblicani, ricchi e poveri. Beh, okay, ci sono solo due repubblicani neri, vorrà pur dire qualcosa. Io per me sono contento di essere nato nel 1969 e non nel 1919, questo è poco ma sicuro! […] Amo le città. Amo prendere i taxi, amo i negozi aperti tutta la notte. Preferisco sempre e ovunque una metropoli a un vezzoso villaggio di pescatori”» (Giovanna Zucconi, “La Stampa” 4/10/2002).