Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  marzo 09 Venerdì calendario

Perché quando uno, avendo una certa età e per di più trovandosi lì con il ruolo sempre un po’ antipatico di "critico", prova un vago imbarazzo a vedere film come Ho voglia di te? Perché non riconosce, non può riconoscere il valore banale quanto volete ma eterno di racconti così

Perché quando uno, avendo una certa età e per di più trovandosi lì con il ruolo sempre un po’ antipatico di "critico", prova un vago imbarazzo a vedere film come Ho voglia di te? Perché non riconosce, non può riconoscere il valore banale quanto volete ma eterno di racconti così.  probabilissimo che Scamarcio e Chiatti comunichino a chi ha gli anni giusti lo stesso emozionato tremore che, non so, trentacinque anni prima comunicavano Warren Beatty e Julie Christie (I compari di Altman. Solo uno dei tanti possibili esempi) a chi gli anni giusti li aveva in quel momento. Quindi: resistenza a girare la testa dall’altra parte, irritati o imbarazzati, e a bofonchiare o proclamare "ma che stronzata". Sforzo di obiettività e, acrobaticamente, di mettersi nei panni dei destinatari. Risultato: il seguito di Tre metri sopra il cielo, delle avventure amorose del ribelle Step diventate oggetto di culto per gli adolescenti, è piuttosto ben fatto. Snodi efficaci, valorizzazione degli sfondi romani compresi i famosi lucchetti di Ponte Milvio recentemente difesi dal poetico sindaco della Capitale, buona scrittura di situazioni e personaggi (non tutti). E soprattutto due protagonisti perfettamente in grado di "passare" quel sentimento semplice e immediato dell’identificazione generazionale creato mezzo secolo fa da Brando e Jimmy Dean. Laura Chiatti ha trovato più qui che nei più nobili film di Francesca Comencini e Paolo Sorrentino l’occasione di dimostrarsi attrice. (p. d’a.)