Elvira Serra 12 marzo 2007 Corriere della Sera, 12 marzo 2007
Non ama parlare della sua bellezza: «Mi sembra riduttivo rispetto al mio lavoro». Ma ne prende atto: «Se è la causa, inconsapevole e non premeditata, che ha spostato l’attenzione delle ragazzine su di me e le ha convinte a comprare il biglietto del film, comunque mi riempie di gioia, ne sono felice»
Non ama parlare della sua bellezza: «Mi sembra riduttivo rispetto al mio lavoro». Ma ne prende atto: «Se è la causa, inconsapevole e non premeditata, che ha spostato l’attenzione delle ragazzine su di me e le ha convinte a comprare il biglietto del film, comunque mi riempie di gioia, ne sono felice». Riccardo Scamarcio, che gli piaccia o no, è il nuovo idolo delle adolescenti. Sui blog si sprecano le dichiarazioni d’amore. All’anteprima romana del suo ultimo film, giovedì al Warner Moderno, centinaia di ammiratrici lo hanno aspettato urlanti. Il giorno dopo, a Milano, piazza del Duomo si è riempita per lui, che registrava un programma su Mtv. Mentre la pellicola Ho voglia di te, tratta dall’omonimo libro di Federico Moccia, ha sbancato il botteghino: record assoluto per un film italiano nel primo giorno di programmazione, un milione e mezzo di incasso in 650 sale. «Un po’ ce l’aspettavamo, ma non così. Per me è una bella soddisfazione, anche se cerco di non lasciarmi coinvolgere troppo dai numeri», commenta scegliendo le parole, sempre sulla difensiva quando si tratta di rilasciare interviste. Perché faccia impazzire le teenager non è difficile da capire. Occhi magnetici verde-azzurro, riccioli neri, 27 anni di Andria, fidanzatissimo – ahinoi – con la collega Valeria Golino, è stato apprezzato dai cinefili per l’interpretazione intensa del Nero, in Romanzo Criminale. Le nuove generazioni, invece, lo hanno letteralmente adorato nel ruolo di Step, in 3MSC – Tre metri sopra il cielo, di cui è appena uscito il sequel. Come si spiega tutto questo successo? «Penso che a scatenarlo sia stata l’identificazione dei ragazzi, perché il film parla di uno di loro che crede che l’amore sia per sempre. I ragazzi, e mi metto in mezzo anch’io, hanno la capacità di incantarsi e hanno bisogno di cose che li incantino». Una generazione che si incanta, però, ma non si impegna: almeno sembra che il regista Luis Prieto la voglia raccontare così. «Il film non rappresenta i giovani d’oggi, non basterebbe una pellicola per farlo. Semplicemente non entra nella discussione dell’impegno sociale e politico, non vuole dare risposte su chi siamo e dove andiamo. Mi rendo conto che da questo punto di vista Ho voglia di te sia attaccabile. Ma vuole soltanto raccontare una storia d’amore, nel modo più ingenuo e semplice possibile».