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 2007  marzo 15 Giovedì calendario

Keely Reid, sei anni, era in vacanza dai nonni in Scozia quando pensò di mettere un messaggio in una bottiglia e affidarlo alle onde

Keely Reid, sei anni, era in vacanza dai nonni in Scozia quando pensò di mettere un messaggio in una bottiglia e affidarlo alle onde. La bimba sperava che la lettera arrivasse in Norvegia: invece in 47 giorni ha percorso ventimila miglia ed è stata ripescata a Whangamata, spiaggia della Nuova Zelanda, da un altro bambino di sei anni, James Wilson. La bottiglia ha viaggiato a 18 miglia all’ora, più o meno come una nave da crociera moderna, e dunque sono in molti a pensare che ci si stato un intervento umano. Il primo messaggio in bottiglia fu lanciato in mare dal filosofo greco Teofrasto nel 310 a.C.: voleva provare che il Mediterraneo fosse collegato all’Atlantico. Nel XVI secolo la posta per mare era molto diffusa, tanto che la regina inglese Elisabetta I aveva nominato un addetto all’apertura delle bottiglie: chiunque altro osasse farlo era condannato a morte. Le bottiglie furono a lungo usate per scopi scientifici e grazie a loro, sul finire dell’Ottocento, la Marina austroungarica stese le prime mappe sulla circolazione superficiale dell’Adriatico. Altri messaggi in bottiglia famosi sono quello del passeggero del Lusitania che nel 1915, mentre il piroscafo affondava, scrisse una lettera d’addio. Oppure quello di Martin Douglas che nel 1956 era uscito a pescare nelle acque di Miami e non fece più ritorno: un anno dopo in Australia fu trovato un fiasco contenente un assegno in bianco, l’eredità per sua moglie. Il sottufficiale russo Andrej Borisov, morto nel sottomarino Kursk, affidò alle onde la lettera d’amore e addio alla moglie e al figlio: «Vi voglio bene. Ragazzo mio, cresci e diventa un vero uomo». La madre del marinaio poi raccontò che suo figlio da piccolo non faceva che leggere "Robinson Crusoe" e "L’isola del tesoro". Ci fu anche un bambino, Roger, di Tampa che all’età di sette anni lanciò in mare una bottiglia: fu ripescata 19 anni dopo, quando ormai il ragazzo era morto per un incidente stradale. Il padre: «Ci eravamo dimenticati di quella bottiglia. come se Roger volesse ricordarci che è sempre con noi».