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 2007  febbraio 22 Giovedì calendario

Nei segreti del Vaticano, tra scoop e tabù. Panorama 22 febbraio 2007. E’ la vigilia del conclave che eleggerà Giovanni Paolo II, il cardinale Joseph Ratzinger denuncia pressioni della politica italiana sul collegio cardinalizio: l’arcivescovo di Monaco è convinto che la sinistra tenti di condizionare i porporati affinché sia scelto un pontefice non ostile ai comunisti

Nei segreti del Vaticano, tra scoop e tabù. Panorama 22 febbraio 2007. E’ la vigilia del conclave che eleggerà Giovanni Paolo II, il cardinale Joseph Ratzinger denuncia pressioni della politica italiana sul collegio cardinalizio: l’arcivescovo di Monaco è convinto che la sinistra tenti di condizionare i porporati affinché sia scelto un pontefice non ostile ai comunisti. Lo rivela il «papa dei vaticanisti», Benny Lai, 82 anni, romano, oltre mezzo secolo di carriera nei principali quotidiani e settimanali italiani, amico e biografo del cardinale Giuseppe Siri. Nel mese di marzo il suo diario uscirà in libreria (Il «mio» Vaticano. Diario tra pontefici e cardinali, Rubbettino). Quasi 600 pagine, una miniera di aneddoti, confidenze e segreti, utili anche agli storici. Lai confessa a «Panorama» di essere ricorso a ogni espediente per raccogliere tante informazioni e retroscena: «Ci tassavamo e pagavamo 10 mila lire al mese a Riccardo Galeazzi Lisi, il medico di Pio XII, affinché ci tenesse informati sulla salute del Papa». Ma Galeazzi Lisi non era il solo a essere stipendiato dai vaticanisti: «Pagavamo anche un funzionario dell’anticamera pontificia che ci forniva l’elenco delle udienze papali». Diversa invece la strategia con Paolo VI e Giovanni Paolo II: «Non ho più pagato informatori, ma ho chiesto ad alcuni prelati e monsignori molte messe in suffragio dei defunti. Accompagnate da buone offerte: 300-400 euro di oggi per ciascuna». Uno dei suoi famosi scoop è stata la pubblicazione della prima foto di suor Pasqualina, l’influente tedesca che assisteva Pio XII: «Ottenni quell’immagine da un monsignore che aveva una relazione con un’impiegata dell’ambasciata tedesca. Quando suor Pasqualina rinnovò il passaporto, il prelato mi passò la foto» racconta il giornalista. Ma una sera il monsignore «venne intravisto al riparo del colonnato del Bernini mentre si sfilava la talare per indossare abiti civili e correre a un appuntamento galante. Fu subito allontanato dal Vaticano». Il sesso, ricorda infatti Lai, rimane ancora oggi «un argomento tabù in curia. Qualcuno lo pratica, ma guai a parlarne ». Così come l’omosessualità: «Ne ho fatto le spese con un futuro cardinale» confessa il giornalista. «Ero costretto a dargli gli schiaffi sulle mani quando, durante i nostri colloqui, prendeva troppa confidenza. Poi si disse che era diventato l’amante di Paolo VI. Ma fu una volgare maldicenza ai danni del pontefice». Il vaticanista smentisce anche la leggenda secondo la quale Montini, prima di essere eletto papa, avrebbe avuto una relazione con l’attore Paolo Carlini: «Ne chiesi conferma a Carlini. Mi rispose con un sorriso. Ma cercava solo pubblicità a buon mercato». Lai ricostruisce inoltre la nascita del conto corrente segreto del papa presso lo Ior, la banca vaticana: «Alla morte di Pio XI, Pacelli trovò nell’appartamento pontificio tre casseforti nascoste e altri soldi nel cassetto. Versò tutti i valori allo Ior e aprì un conto cifrato, il 1616, affidato alla disponibilità personale del pontefice». Nessun complotto dietro la prematura scomparsa di Giovanni Paolo I: «A trovarlo morto fu una delle quattro suore dell’appartamento, Vincenzina. Ma si preferì dire che era stato il suo segretario, John Magee». Tuttavia, il giornalista rassicura chi teme di perdere la fede frequentando la curia: «Il Vaticano è lo stato maggiore della Chiesa, perciò ha logiche diverse da quelle che guidano i comportamenti dei sacerdoti e dei comuni credenti. Con i cardinali non ho mai parlato di problemi di coscienza». Chissà se lo avrebbero assolto. Ignazio Ingrao