Lucia Annunziata, La Stampa 15/3/2007 (Lettere), 15 marzo 2007
Sospetti telefonici Passata la guerra contro i costi di ricarica dei cellulari è ora in discussione lo scatto alla risposta
Sospetti telefonici Passata la guerra contro i costi di ricarica dei cellulari è ora in discussione lo scatto alla risposta. Da alcuni mesi sono passato da un piano tariffario con scatto alla risposta ad un altro senza, con evidenti benefici economici. Ho notato però che la differenza tra prima e dopo non è solo sulla bolletta. Da quando non ho più lo scatto alla risposta non mi è più caduta la linea nel bel mezzo della conversazione, prima accadeva con una chiamata su tre grossomodo, e ogni volta richiamavo sborsando i 15 centesimi iniziali. Prima la linea saltava non solamente in viaggio ma anche quando ero immobile in ufficio dove il segnale, grazie alla vicinanza con la cella, è sempre a piena potenza. Ogni volta mi trovavo a parlare da solo, osservavo il display e notavo che la scala a fianco all’antenna era inspiegabilmente arrivata a zero per tornare immediatamente a cinque tacche un paio di secondi dopo. Potrebbe essere una semplice coincidenza, ma se non lo fosse, se fosse una mossa premeditata a scopo di lucro, i consumatori avrebbero tutte le ragioni per essere profondamente arrabbiati nei confronti delle compagnie. RICCARDO ASCII Nemmeno io posso dirle se si tratta di semplice conicidenza o di truffa. Ma la questione che lei solleva è in fondo proprio questa, il sospetto. Tra noi consumatori e le compagnie di telecomunicazione si può sicuramente dire che il matrimonio è finito male. Passati i meravigliosi primi anni in cui abbiamo chiesto, accolto, comprato di tutto, con la fiducia di chi si sente privilegiato a usare un servizio che cambia la vita, siamo approdati poi tutti alle maledizioni per le bollette alte, per le telefonate ininterrotte a casa di sollecito di acquisto di nuove offerte, per la infinita disfunzione fra quello che viene promesso e il servizio che si riceve. Le telecomunicazioni sono il mezzo che ha cambiato il nostro mondo, ci ripetiamo sempre; un cambio tecnologico equivalente solo a quello delle grandi comunicazioni sulla terra: ferrovie, auto, aerei. Il telefono, mobile in particolare, ha ridefinito totalmente relazioni e cultura. Ma l’erosione di questo miracolo è arrivata a velocità uguale alla sua affermazione. Esattamente come è successo per il petrolio (che ha sostenuto le grandi comunicazioni) ma con maggiore rapidità siamo diventati consumatori stanchi e confusi e la colpa è della ingordigia delle grandi società di tlc. Basta guardare all’Italia, e vedere cosa è successo in questo campo negli ultimi dieci anni: miracoli, prezzi alti, profitti, passaggi di mano. Di chi sono oggi le tlc italiane, a chi chiediamo, paghiamo, e per cosa, i nostri servizi? Nei prossimi mesi questa domanda si farà ancora più urgente.