Carlo Annese, La Gazzetta dello Sport 15/3/2007 Fabio Albanese, La Stampa, 15 marzo 2007
CARLO ANNESE
Era uno dei casi irrisolti che Carlo Lucarelli aveva riesumato a Blu notte, in tv. Ieri è stato chiuso proprio grazie alla curiosità suscitata dalla trasmissione e dal libro Mistero in blu, in cui il famoso giallista l’aveva riproposto. Dopo 13 anni. La procura di Catania ha arrestato Vincenzo Morici, un medico, considerato responsabile dell’omicidio di Antonella Falcidia, docente universitaria e allora sua moglie, avvenuto il 4 dicembre ’93 con 23 coltellate nella loro abitazione. Il corpo era nel salotto, la porta d’ingresso chiusa e senza segni d’effrazione, come le finestre.
IN TV «Ho solo raccontato i dubbi che il caso sollevava, le piste battute e gli indizi disseminati», dice Lucarelli, il cui successo sta proprio nel racconto. «Partendo da trasmissioni come Chi l’ha visto eTelefono giallo, ho aggiunto una dimensione narrativa. Le mie ricostruzioni nascono come racconti scritti, poi sono adattati alla tv».
«ENZ» Partendo da questa ricostruzione, a febbraio 2006 il procuratore aggiunto Papa riaprì l’inchiesta e dispose nuove perizie (foto e video), elaborate però con metodi scientifici avanzati, rivelatisi fondamentali per l’arresto di Morici, che nel frattempo s’è risposato. Un potentissimo scanner ha permesso di scoprire da una foto che la Falcidia aveva scritto la parola «Enz», il nome del marito, col sangue alla base d’un divano. Per il pm, l’indagato (che ieri ha respinto le accuse) avrebbe infierito per un litigio passionale sulla moglie con 22 colpi di coltello, senza ucciderla. Mentre era andato a lavare l’arma, la donna agonizzante aveva scritto il nome del colpevole sul divano. Poi le aveva dato il colpo di grazia alla giugulare.
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FABIO ALBANESE
CORRISPONDENTE CATANIA
La Stampa 16/3/2007
«Accuse aleatorie, prove che non reggeranno al processo». L’avvocato Carmelo Galati è il difensore di Vincenzo Morici, il medico finito in carcere martedì con l’accusa di aver ucciso, 13 anni fa, la moglie Antonella Falcidia. Parla dopo aver letto le carte dell’ordinanza di custodia cautelare e aver assistito per 10 ore Morici nell’interrogatorio di garanzia.
«La scritta ENZ sul divano è una macchia da contatto - dice il legale - un indizio suggestivo ma non una prova che reggerà in dibattimento». Secondo gli inquirenti quella scritta in stampatello, parte del nome del marito, sarebbe stata tracciata dalla vittima agonizzante sul divano di casa, scoperta solo ora grazie a uno scanner che ha ingrandito 30 volte l’immagine senza sgranarla. «E poi il divano non esiste più perchè è andato distrutto - aggiunge l’avvocato Galati - e su quella parte sarebbe stato difficile scrivere qualcosa senza tenere fermo il tessuto». Galati contesta la ricostruzione della procura di Catania che inchioderebbe Morici: «Nell’autopsia è scritto che la morte della signora Falcidia è arrivata con certezza prima delle 23. Questo rende incompatibile la nuova ricostruzione dell’accusa nei confronti di Morici».
I pm catanesi hanno spiegato che la morte della donna era avvenuta alle 23 del 4 dicembre ”93 e questo - assieme alla nuova dichiarazione di un collega di Morici che anticipa di 20 minuti un incontro - rendevano compatibile l’arrivo a casa del medico per l’ora del delitto. L’avvocato contesta «l’improvviso ricordo, dopo 13 anni, del collega: dice che si sono lasciati alle 22,10 e non alle 22,30». E contrattacca: «Accuse basate su ipotesi senza possibilità di essere verificate perchè le prove sono andate quasi tutte distrutte nel trasferimento ai Ris».
Morici è stato interrogato nella serata di mercoledì nel carcere catanese. «Ha proclamato la sua innocenza - spiega Galati - l’interrogatorio è stato lungo perche sono stati molti i profili affrontati, ai quali non si è sottratto». Anche la pista passionale - per una relazione che Morici aveva avuto nel ”93 con una donna morta nel 2001 - per la difesa è inconsistente: «Aveva interrotto la relazione da molti mesi anche se c’erano stati contatti telefonici, l’ultimo il giorno del delitto».
E c’è l’ultimo mistero. Due coltelli con tracce di sangue, trovati in cucina, non sono stati analizzati e sarebbero stati restituiti alla domestica di casa Morici.