La Stampa 14/3/2007, pagina 38, 14 marzo 2007
Dal libro Come si seducono le donne, scritto da Filippo Tommaso Marinetti nel 1916: «Io ho esplorato velocemente tutte le raffinatezze e tutte le complicazioni erotiche, dalle romane alle parigine
Dal libro Come si seducono le donne, scritto da Filippo Tommaso Marinetti nel 1916: «Io ho esplorato velocemente tutte le raffinatezze e tutte le complicazioni erotiche, dalle romane alle parigine. Felice di interromperle con disinvoltura e quasi incivilmente, felice di esser giudicato un barbaro, un brutale, un semplice e un ingenuo. Non ingenuo mai in realtà, poiché la meccanica sensuale femminile mi è sembrata assolutamente elementare, malgrado e sotto le innumerevoli fiorettature letterarie, i fronzoli, i pennacchi, le reticenze che non ne modificano però il fondo. Cosa bisogna avere per sedurre tante donne? Avere tutte tutte le qualità di un futurista italiano. Corpo agile, forte, aggressivo. Muscoli militarizzati. L’eleganza e i capelli meravigliosi di Bruno Corra, oppure la calvizie elettrica di Marinetti. Potente vitalità. Tutta la scala dei semitoni nella voce maschia. Gesto abbondante, cesellante e preciso. Il denaro necessario per prendere una carrozza o un’automobile di piazza e affittare una camera d’albergo. Forti attitudini oratorie. Ingegno novatore. Saper dare uno schiaffo decisivo a tempo e soprattutto coraggio, coraggio, coraggio, volontà, coraggio, coraggio. Non essere mai pedante, professorale, culturale. Odiare istintivamente tutto ciò che è germanico. Essere improvvisatore in tutto, deciso, pronto. Odiare i mezzi termini. Considerare la donna come una sorella del mare, del vento, delle nuvole, delle pile elettriche, delle tigri, delle pecore, delle oche, dei tappeti, delle vele. Non mai considerarla come sorella delle stelle... Hanno tutte un’anima, dipendente però dalla lunghezza dei loro capelli, fili conduttori dell’uragano. Pensano, vogliono, lavorano; preparano anch’esse il progresso intellettuale dell’umanità. Ma sono tutte fondamentalmente recettive. Amano, sentono colui che le desidera con maggiore volontà, con maggiore prepotenza d’istinto. Adorano la forza del più coraggioso, del più eroico. Eroismo: ecco l’afrodisiaco supremo della donna!... Ecco perché ora soltanto, durante la conflagrazione generale si può godere e giudicare la donna. Ecco perché durante la nostra grande guerra igienica, per il raggiungimento di tutte le nostre aspirazioni nazionali, i neutralisti italiani (professori e filosofi germanofili, sozzalisti ufficiali, giolittiani) sono tutti o quasi tutti cornuti».