Varie, 14 marzo 2007
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BellBurnell Susan
• Jocelyn Belfast (Gran Bretagna) 15 luglio 1943. Astrofisica • «’Essere una donna scienziato è come vivere da mancini in un mondo di gente che scrive con la destra”. Siamo noi occidentali i veri talebani. Un trentennio dopo il mancato Nobel, Jocelyn Bell-Burnell, 64 anni, continua a incarnare l’esempio più clamoroso di discriminazione e di vero e proprio razzismo contro le donne. lei che ha scoperto le stelle pulsar, ma nel 1974 l’Accademia di Stoccolma la ignorò, premiando invece il supervisore della sua portentosa tesi, Anthony Hewish. E ancora più stupefacente è il fatto che nel 2007 non è cambiato molto. ”Essere donne resta comunque uno svantaggio anche nei laboratori - spiega l’astrofisica britannica, oggi visiting professor all’Università di Oxford -. La società non è organizzata per rispondere alle loro esigenze e tante discipline, dalla fisica alla chimica, sono da sempre dominate dagli uomini e rischiano di esserlo per sempre”. [...] ha annunciato la scoperta delle pulsar nel ”68 e sei anni dopo si è vista scippata il Nobel: quanta rabbia ha ancora? ”Non l’ho vinto, è vero. In compenso ho avuto tanti altri premi e in fondo è stato molto più divertente: il Nobel significa una settimana davvero fantastica a Stoccolma e poi più niente, perché nessuno osa dare un riconoscimento a qualcuno che è salito così in alto”. [...] è credente e quacchera. [...] ”Quella dei quaccheri è una chiesa ottima per gli scienziati: non ha dogmi e sostiene che ciascuno deve capire che cosa Dio vuole da lui. quindi un percorso in continua evoluzione. I fondamentalisti, dai cattolici ai musulmani, vogliono invece certezze. [...]”» (Gabriele Beccaria, ”La Stampa” 14/3/2007).