Elio Pirari, La Stampa 14/3/2007, 14 marzo 2007
«’Sta destra imbalsamata… Ma chi la vole? ”na monnezza». Giuseppe Ciarrapico, detto Er fascistone, non ha mai usato semitoni
«’Sta destra imbalsamata… Ma chi la vole? ”na monnezza». Giuseppe Ciarrapico, detto Er fascistone, non ha mai usato semitoni. Una svolta esistenziale l’ha portato nel tempo a disconoscere del tutto berluscones e camerati privi di attributi, un rigetto totale. Gli screzi con i quadri regionali di An sono lì a testimoniare che il feeling con il partito di Fini ormai è brutalmente abortito. Eppure alla causa generale, al bene comune, «Er Ciarra» si è sempre prestato. Fu Andreotti a investirlo del ruolo di potentissimo mediatore tra Berlusconi e De Benedetti nella vicenda del lodo Mondadori. Fu Silvio Berlusconi a incaricarlo di riportare a casa, nella Cdl, Alessandra Mussolini, Tilgher e Saya. Ancora Andreotti, alla morte di Dino Viola, lo convinse a prendere in mano la Roma. In quel caso la vicenda ebbe un epilogo drammatico, la squadra si trasformò in obbrobrio calcistico e lui stesso, per non farsi tradurre a Regina Coeli, dovette simulare un malore in tribuna. Lunedì sera l’editore ciociaro ha seguito al teatro Eliseo di Roma il dibattito sul nuovo Partito Democratico. Ciarrapico, che ci faceva lei dietro Carla Fracci, tra i compagni dell’Eliseo al convegno sul Partito Democratico? «All’Eliseo non c’erano solo i compagni, c’era un mucchio di gente, cattolici, imprenditori, artisti, registi, attori, c’era la società civile. Ma poi che domanda è?, questo è un Paese davvero strano, io sono un imprenditore del Lazio, l’editore di undici quotidiani locali». Nel Lazio hanno tutto loro, la sinistra. «All’Eliseo c’erano i rappresentanti di Regione, Comune e Provincia, un’ottima ragione per giustificare la mia presenza, no?». Interessi allora. A Roma lei ha ancora anche qualche clinica privata. «Ancora? Cinque a Roma e due a Fiuggi, mille posti letto». Gli affari vanno bene? «Modestamente non mi posso lamentare. Ma la mia presenza all’Eliseo non va derubricata come una semplice questione di interessi». No? «Certo che no, la politica la seguo ancora, il primo a spiegarmi che i ghetti, gli steccati mentali non esistono, fu Almirante». Certo, Almirante. Ha trovato interessante il dibattito sul Partito Democratico? «Molto. E guardi, devo riconoscerlo, l’altra sera ho scoperto menti illuminate». Illuminate? Ciarrapico non starà esagerando?, proprio lei, nato con la camicia nera. «Per la precisione il 7 ottobre del ”47, l’anno in cui mi iscrissi al Msi. E con la camicia nera vorrei congedarmi, beninteso il più tardi possibile». Quali passaggi dell’Eliseo le sono rimasti impressi? «Uno su tutti, quello di Goffredo. Bettini è uno straordinario cervello, un politico fine, colto, arguto. Il solo ad aver capito realmente che le differenze in politica sono un valore». Detto da lei poi. Ciarrapico, lo sa che sta beatificando un senatore Ds, si rende conto? «Allora? In Italia di gente così ce n’è poca, Bettini è uomo di intelligenza straordinaria, se il pd nascerà e troverà spazio molto lo dovremo a lui». Dovremo? «Dovranno, le mie scelte ideologiche restano un punto fermo». Ma gli altri, Veltroni, Fassino, D’Alema, Rutelli. Cosa sono, umili comparse? «Veltroni lo conosciamo. Ho trovato interessante anche l’intervento di Marrazzo, uno che in Regione sta lavorando bene». Anche Marrazzo. Ciarrapico parli male di qualcuno. «La presenza di Freccero non so come interpretarla, per quanto mi riguarda quell’uomo è sempre stato un mistero, neanche troppo gaudioso. Anche la Melandri ha un passo in più. Ma qui entrano in gioco altre componenti». Cioè? «Sono un maschio d’altri tempi, molto vulnerabile». Che idea s’è fatta, prima o poi nascerà il pd? «Mi sembra un figlio molto desiderato dai Ds, ci credono solo loro, ne comprendo i motivi». Quali sono i motivi? «L’attualità politica, il ristagno e il disagio a cui assistiamo non sono rassicuranti, i Ds forse lo hanno capito, forse lo colgono meglio di altri». E la Margherita? «Magari sbaglio, ma tutto questo senso materno nei confronti del Partito Democratico nella Margherita non lo avverto». Il Pd è un passaggio indispensabile per il centrosinistra? «In generale questo è un brutto andazzo, tutti i passi sono indispensabili, le risulta che in Italia si faccia ancora politica?». Drastico. «Realista, sembra di assistere a uno scontro-incontro tra gnomi, del resto diciamocelo in faccia, la democrazia non è certo il migliore dei sistemi». No? «Certo che no, ma le dittature sono fatte per gli uomini grandi, non per gli gnomi». Anche questo glielo ha detto Almirante? «Almirante era un’altra cosa, ma non andiamo oltre». Proviamo? Fini non le è mai stato troppo simpatico. «Fini è un ometto impettito e deprecabile, un islamico-sionista, un furbetto». Nient’altro? Affermazioni pesantucce,Ciarrapico. «Guardi, io quell’uomo l’ho sempre detestato, An non esiste più, finita. La destra non esiste più, e Fini non è il colpevole unico, il resto della truppa non è diversa da lui, Gasparri tiene famiglia, La Russa poi. Gli altri? Francamente li trovo impresentabili».