Francesco Merlo, la Repubblica 13/3/2007, 13 marzo 2007
DEV´ESSERE
vero che, a volte, dai passaparola nascono le nuove etiche sociali. Io, per esempio, grazie all´amichevole passaparola www.maremagnum.com, da due anni non compro più libri in italiano nelle grandi librerie italiane, dove ho accertato, con disappunto, che i libri migliori sono quelli che non ci sono.
Ricordo bene il senso di smarrimento che provavo tra quegli scaffali da supermercato. Quando cercai Adalberto Vallega per esempio, e non lo trovai: Per una geografia del mare (1980 Mursia). O quella volta che volevo regalare Il quinto angolo di Metter a un amico.
O quell´altra che volevo spiegare a una collega francese che cosa sono stati in Italia I cicisbei (Luigi Valmaggi). O ancora quando volevo donare a mio fratello quell´unico libro di Lukacs che bisogna salvare: Il romanzo storico. O ancora quando consigliai Il lungo viaggio di Zangrandi a mio nipote che non capiva com´è stato possibile che un´intera generazione di intellettuali italiani sia passata dal fascismo alla democrazia o al comunismo.
Eppure non sono libri da specialisti e neppure roba raffinatissima da bibliofili. Non si tratta insomma di libri ridotti a monumento, buoni per i collezionisti e per i feticisti della bella edizione, che sono i pervertiti dell´editoria e hanno i loro siti specialistici, un po´ come, nell´erotismo, i sadomasochisti e i pedofili. Né sono libri per intellettualoni, roba da non leggere, ma di cui subiamo il fascino perché sono autori da biblioteca, libri che pochi consultano ma che molti vogliono possedere, opere da studio e da giardino, sussidi professionali e fiori all´occhiello, consacrazioni funebri, lapidi cimiteriali.
No, parlo dei libri di chi vuol mantenere la testa mossa. Per esempio solo in www.maremagnum.com e non certo nelle grandi librerie italiane ho ritrovato La Signora trasformata in volpe (David Garnett), o la bellissima biografia di Alessandro Manzoni di Maria Luisa Astaldi (Rizzoli) e ancora Retorica e storia di Hayden White, o Il Blu storia di un colore, o Socialismo liberale di Carlo Rosselli con la bella introduzione di Norberto Bobbio.
Purtroppo nelle grandi librerie italiane veniamo ormai aggrediti da un´infinità di titoli imposti da quell´industria delle patacche che è organizzata scientificamente dagli editori, i quali contano sulle recensioni degli amici degli amici, su quelle prose ben descritte da un famoso aforisma di Flaiano: «Quando si recensisce il libro di un amico è un dovere paragonarlo a Hegel».
E infatti mi sembra, ogni volta che esco da una grande libreria italiana, di avere partecipato a una di quelle feste conviviali organizzate sempre dalla stessa combriccola di intellettuali che si celebrano e si premiano a turno. Ecco: in Italia fare spesa in libreria è come farsi complice delle premiazioni truccate, come mangiare e bere da piatti e da bicchieri vuoti ma alzarsi alla fine con il ventre pieno.
Ebbene, se non ne potete più dei libri di noi giornalisti, di quelli dei comici, dei cantanti e dei politici, allora è per voi il passaparola www.maremagnum.com che, a differenza dei pur benemeriti grandi siti stranieri come Amazon o anche di E-bay e della tradizionale vendita di libri via Internet, tratta quasi esclusivamente libri in italiano almeno nominalmente introvabili o esauriti. Si parla tanto per esempio di Leo Longanesi, lo si è rivalutato e celebrato, ma dove ci si può procurare Parliamo dell´elefante? Ed è ovvio che non ci sia in Amazon Amici di Romano Bilenchi, classificato, a torto o a ragione, come uno dei grandi scrittori italiani del Novecento, ma è ben strano che non lo si trovi da Feltrinelli, visto che è stato riedito da Rizzoli nel 2002.
Ecco perché dalla sua nascita, nel 1995, sino ad oggi, Maremagnum è diventato, con più di duecento titoli venduti ogni giorno, un fenomeno nazionale di cui ancora nessuno parla, benché quest´anno sia letteralmente esploso superando i due milioni di euro di fatturato. Si tratta di un sito, organizzato dal simpatico libraio milanese Sergio Malavasi, 52 anni, figlio d´arte, che, grazie al lavoro di sette impiegati, raccoglie i cataloghi di cinquecento librerie minori, trecento italiane e duecento straniere, con oltre quattro milioni di titoli italiani antichi e moderni, pagamento con carta di credito o contrassegno, spedizione a casa entro tre giorni, un servizio di Desiderata, e un occhio speciale per le biblioteche, con clienti come la milanese Sormani e la Labronica di Livorno.
Maremagnum è la prova inconfutabile che è facile trovare l´introvabile, e non solo quando si tratta di libri avvelenati e di maledetti diavoli dello spirito come per esempio Bagattelle per un massacro di Céline che si può acquistare nella preziosa edizione di Corbaccio a 135 euro o in quella ben più accessibile di Aurora a 34 euro, o ancora in originale francese.
Parlo, a casaccio, di libri italiani, più o meno importanti, come il Garibaldi scritto da Indro Montanelli e Marco Nozza, o Il carteggio dei fratelli Verri che è ancora nel catalogo Adelphi, ma che inutilmente ho cercato alla Feltrinelli di Firenze e di Roma e alla Mondadori di Milano, o come i Diari di Prezzolini, o le opere minori di Buzzati, o le tante avventure di Salgari, o Pagine sparse di De Amicis, o Aforismi e paradossi ippici di Alessandro Alvisi, o Scurpiddu di Luigi Capuana che fu un classico per l´infanzia, o America di Piovene, o Diario in pubblico di Vittorini.
Ecco dunque un passaparola che si può persino aver voglia di non diffondere, di non esporre troppo: per paura che il successo gli nuoccia certo, per non attirare verso il sito i librai anarcoidi e pasticcioni che purtroppo qualche volta in Maremagnum mi è già capitato di incontrare, ma anche per gelosia e per quel gusto aristocratico che si chiama "esclusività", e che vuol dire sentirsi meglio soddisfatti quando gli altri non lo sono.
E invece proprio per vincere questa idea, molto italiana, che meglio si gode del proprio stomaco pieno quando si è in mezzo a stomachi vuoti, Umberto Eco già due anni fa lo segnalò nella sua rubrica su L´espresso citando soprattutto le accurate schede che accompagnano ogni titolo e che Maremagnum conserva e propone in un grande archivio storico del libro italiano, una specie di bibliografia delle bibliografie.
Si tratta alla fine di un passaparola polemico perché è vero che manca il contatto fisico con il libro, lo sfogliarlo, l´annusarlo, il tenerlo in mano, ma questo Maremagnum smentisce molte profezie di sventura a proposito di Internet, a riprova che anche in Italia è dal testo che si parte ed è al testo che si torna. Qui è il testo che dà autorevolezza al sito. Altro che abolire e seppellire il libro, che rimane manualità, tessitura, struttura aperta, carta che canta, nero su bianco, una fisicità che anche la virtualità può ben servire.
Al contrario, a tradire il libro in Italia sono proprio gli editori e le grandi librerie, intellettuali di prim´ordine, gente colta e tuttavia smagata che vive di libri e tra i libri, che è stata formata e deformata dai libri, ha l´âme de papier e ha dunque con il libro la stessa connivenza che aveva Charlie Chaplin con la palla del mondo e perciò la prendeva a calci e a testate. Certo quello di Chaplin era il mappamondo fisico, la riduzione concentrata della geografia del mondo, mentre il libro è un mappamondo mentale che appunto si può e qualche volta si deve anche prendere in giro. Ma in Italia si esagera. Il successo di www.maremagnum.com ci insegna che si può assolvere qualcuno per mancanza di prove ma non si possono più premiare le librerie per mancanza di libri.