Varie, 13 marzo 2007
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Wanchope Paulo
• Heredia (Costa Rica) 31 luglio 1976. Calciatore. Ai mondiali 2006 autore di una doppietta contro i padroni di casa della Germania • «Dicono di Paulo Wanchope: se avesse avuto la testa giusta... [...] vero: potevo fare una carriera migliore. Ma se avessi avuto un”altra testa non avrei conosciuto mia moglie Brenda, non avrei avuto mia figlia Pamela e non sarei tornato a giocare per la squadra del mio cuore, l’Herediano [...] la sua vita è già un romanzo. Nasce nel barrio Fatima e fin da ragazzino pare destinato ai miracoli. Però, come sempre, vuole fare a modo suo: figlio di un calciatore, si mette a giocare a basket. E lo fa così bene da finire nella nazionale giovanile, brillare ai campionati mondiali di categoria e guadagnarsi una borsa di studio in un college californiano. Ha il fisico giusto, sembra una statua di Giacometti: 193 centimetri, tanta agilità e una buona mano. Resta un anno negli States, poi torna a casa e decide: farò il calciatore. E in pochi mesi diventa nazionale giovanile anche con il pallone. Inizia a fare sul serio con il Club Sportivo Herediano, poi cerca fortuna in Inghilterra. La trova. Bocciato dai Queen’s Park Rangers, firma per il Derby County nella stagione ”96-97: debutta all’Old Trafford, contro il Manchester United che non perde in casa da cinque mesi. Segna, fa segnare, vince. Ventitre gol in 72 gare con il Derby, 12 in 35 con il West Ham (dove si trova male con una parte dei tifosi), 27 in 64 con il Manchester City. Cifre importanti, però c’è sempre chi storce il naso: in alcune partite è un fenomeno, in altre è come se non fosse in campo. Poi passa in Spagna, al Malaga, e lì succede il fattaccio: la squadra perde in casa contro il Betis Siviglia e Paulo prende a pugni un paio di tifosi del Frente Bokeròn, la curva degli ultrà. Wanchope accusa: mi insultano perché sono razzisti. Gli ultrà si difendono: abbiamo solo criticato il giocatore. La società fa il pesce in barile e multa Paulo di 20.000 euro. Lui si infuria e se ne va, dopo 25 presenze e 6 gol. Firma per una squadra del Qatar, l’Al Gharrafa, ma i petrodollari non bastano a fargli piacere la nuova realtà. Rompe il contratto per un pagamento in ritardo, la Fifa gli dà ragione e torna a casa per preparare il Mondiale [...]» (Luca Valdiserri, ”Corriere della Sera” 10/6/2007).