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 2007  marzo 13 Martedì calendario

Zellini Paolo

• Trieste 23 marzo 1946. Matematico • «Sono strani i matematici. ”Cercano ordine nel caos, ma anche caos nell’ordine”, ha detto uno di loro, il famoso Douglas Hofstadter. In poche parole confondono le idee a chi non le ha troppo chiare, cioè quasi tutti. Alcuni, per esempio, si ispirano ai numeri per fare a pezzi il cristianesimo (come Piergiorgio Odifreddi) e altri studiano i legami tra i numeri e gli dei (come Paolo Zellini) [...] Zellini [...] sostiene che la matematica è nata per comunicare con gli dei e poi è diventata la lingua per descrivere il cosmo. E oggi? ”Dopo che gli dèi si sono eclissati, la matematica è stata a lungo vicino all’unico Dio. Agostino diceva che numero e Sapienza sono la stessa cosa e oggi Benedetto XVI si sforza di spiegare che il Logos cristiano deve comprendere quel sapere matematico che era stato parte integrante del logos greco. In epoca moderna la matematica ha ereditato dalla filosofia e dalla teologia diverse questioni, come l’esistenza dell’infinito e il principio di continuità nella catena dell’essere. Per decifrare simili questioni i matematici hanno messo in campo strumenti di ineguagliabile potenza, ma perdendo la pietas che aveva spinto Eratostene a fare un’offerta agli dèi per aver imparato a raddoppiare un cubo [...] Il matematico risolve dei problemi, ma l’unico modo per capire di quali problemi si tratta e con quali strumenti cerca di risolverli sarebbe quello di occuparsene. Si capisce la matematica solo ”facendola’. Si può comunque dire che cosa non fa [...] Non esegue lunghi conteggi e anzi si sforza di trovare eleganti teorie che servano a evitarli [...] La matematica, in effetti, entra in ogni cosa: dai suoi teoremi dipendono l’elaborazione di immagini, il volo degli aerei, l’uso dei motori di ricerca, i modelli dell’economia. Parlare di progresso è tuttavia un po’ rischioso. La matematica è potente, ma non è detto che accresca un vero progresso. Molti scienziati, quando si accorgevano di contribuire a grandi rivoluzioni, hanno avvertito una sorta di catastrofe imminente. [...]”» (Gabriele Beccaria, ”La Stampa” 13/3/2007).