Il Sole 24 Ore 10/03/2007, pag.6 Beda Romano, 10 marzo 2007
Riforma in Germania, in pensione a 67 anni. Il Sole 24 Ore 10 marzo 2007. Francoforte. La Camera bassa del Parlamento tedesco ha approvato ieri una riforma pensionistica che aumenta gradualmente l’età pensionabile da 65 a 67 anni, con l’obiettivo di evitare un collasso dei conti pubblici sulla scia dell’invecchiamento della popolazione
Riforma in Germania, in pensione a 67 anni. Il Sole 24 Ore 10 marzo 2007. Francoforte. La Camera bassa del Parlamento tedesco ha approvato ieri una riforma pensionistica che aumenta gradualmente l’età pensionabile da 65 a 67 anni, con l’obiettivo di evitare un collasso dei conti pubblici sulla scia dell’invecchiamento della popolazione. Il pacchetto di misure, presentato dal vice cancelliere e ministro del Lavoro Franz Müntefering, è stato approvato da 408 deputati della grande coalizione tra democristiani e socialdemocratici; 169 parlamentari, di cui 11 dell’Spd hanno votato contro. Le astensioni sono state quattro. Parlando ieri al Bundestag, Müntefering (Spd) ha affermato perentoriamente, rispondendo alle critiche di questi mesi: «Dobbiamo agire. Dobbiamo garantire la sicurezza finanziaria del bilancio pubblico». Attualmente l’età pensionabile è di 65 anni, ma in media i tedeschi sono andati in pensione nel 2006 a 63 anni. Il progetto prevede che dal 2012 l’età pensionabile aumenti gradualmente di un mese all’anno fino al 2024 e poi successivamente di due mesi all’anno. La riforma sarà pienamente operativa per i nati nel 1964. Un’eccezione riguarda coloro con almeno 45 anni di contributi, che continueranno ad andare in pensione a 65 anni. Chi vorrà interrompere la vita lavorativa in anticipo subirà una riduzione dell’assegno pensionistico. I sindacati e la sinistra radicale post-comunista di Die Linke-Pds hanno protestato in questi ultimi mesi contro una decisione definita «cinica», tenuto conto dell’elevato tasso di disoccupazione tra i più anziani; tanto che il Governo vuole varare anche misure per favorire l’occupazione di chi ha più di 50 anni. Il pacchetto legislativo, che dovrebbe essere approvato dal Bundesrat nelle prossime settimane, giunge mentre le previsioni demografiche sono particolarmente preoccupanti: nel 2035 la quota dei tedeschi con più di 65 anni salirà al 30% della popolazione, dal 18% di oggi. Sempre ieri, il Bundestag ha approvato una legge che introduce un salario minimo nei servizi domestici: la norma impone alle società di pagare i propri dipendenti il minimo previsto dal contratto di lavoro (oggi 7,87 euro in Germania Ovest e 6,36 euro in Germania Est). «Stiamo prendendo seriamente l’ansia di molte persone preoccupate dalla prospettiva di perdere il lavoro a causa di concorrenti stranieri pronti a lavorare per relativamente poco», ha detto ieri il vice ministro del Lavoro Gerd Andrei, riferendosi alle aziende dell’Europa dell’Est. Il Governo di grande coalizione sta discutendo da mesi se introdurre un salario minimo per tutta l’economia, come in Francia o negli Stati Uniti. Su questo tema, Spd e Cdu litigano da tempo. Beda Romano