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 2007  marzo 09 Venerdì calendario

Le risposte del Quirinale ai dubbi dei signor no. Il Sole 24 Ore 9 marzo 2007. Sbaglierebbe di grosso chi volesse considerare il via libera alla discarica di Serre, nel Salernitano, e le rientrate dimissioni di Guido Bertolaso dalla carica di commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, un punto qualunque del l’agenda politica del Paese

Le risposte del Quirinale ai dubbi dei signor no. Il Sole 24 Ore 9 marzo 2007. Sbaglierebbe di grosso chi volesse considerare il via libera alla discarica di Serre, nel Salernitano, e le rientrate dimissioni di Guido Bertolaso dalla carica di commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, un punto qualunque del l’agenda politica del Paese. È vero il contrario. Perché, oltre al sollievo di cui beneficeranno i cittadini di una terra assediata dalla spazzatura ormai da tredici anni, è chiaro il sottofondo istituzionale di una vicenda seguita in prima persona dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Si rischiava, tra le polemiche, l’ennesimo stallo. Bertolaso guida da anni, e con un successo riconosciuto anche all’estero, una macchina complessa come la Protezione civile. Appena due giorni dopo aver ottenuto la fiducia dal Parlamento, il premier Prodi decise di riconfermarlo nell’incarico. Un atto politico, forse l’unico a tutto tondo, che non ha segnalato una "discontinuità" rispetto alla precedente legislatura. Del resto, la questione dei rifiuti in Campania, che si è ingrossata col passare degli anni infischiandosene dei proclami di risanamento nazionali e locali, non è né di destra né di sinistra ed è stata praticamente equiparata a una calamità nazionale. Dopo le dimissioni del prefetto Catenacci, la scelta di attribuire al capo della Protezione civile anche le funzioni di commissario per l’emergenza rifiuti è parsa dunque la migliore possibile. Ma Bertolaso, ecco il problema, chiedeva tra l’altro l’apertura della discarica di Serre, punto sul quale era invece caduta la mannaia del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che considerava il sito «troppo vicino» a un’oasi naturale del Wwf. Di qui, l’annuncio delle dimissioni di Bertolaso, l’idea del ministro di sostituirlo subito con un tecnico del dicastero, il pressing informale del Quirinale per risolvere il caso e infine la decisione del Governo di dare il via libera alla discarica e la riconferma dell’incarico a Bertolaso. La ragionevole soluzione tecnica, anche grazie alla mediazione del sottosegretario Enrico Letta, è stata individuata e ha permesso un po’ a tutti di ritenersi soddisfatti. Ma è evidente che la "moral suasion" del Capo dello Stato è risultata decisiva. Il Quirinale ha sciolto un nodo che, una volta di più, attraverso il "no" di un ministro, ha mostrato quanto sia difficile la navigazione "collegiale" del Governo Prodi. Lo stesso Napolitano si è poi soffermato sull’argomento con parole riferite al caso Campania ma che possono rivelarsi molto utili in altri frangenti, a partire da emergenze quali l’Alta Velocità, i termovalorizzatori (cioè gli inceneritori a recupero energetico), i rigassificatori. Tutti impianti di cui è accertato il massimo bisogno ma che, per una ragione o per l’altra, non riescono a bucare il muro dei veti incrociati, nazionali e locali. Ciascuno, ha detto Napolitano, faccia la sua parte, «senza chiusure localistiche, senza paralizzanti pregiudiziali e rigidità e portando avanti un serio impegno per dare alle popolazioni consapevolezza dell’interesse comune, anziché assecondare ingiustificati timori e vere e proprie psicosi di rifiuto di qualsiasi proposta e forma di partecipazione allo sforzo complessivo resosi ormai urgente e indilazionabile per evitare il peggio». Sono parole calibrate che suonano dure come pietre. Indirizzate al variegato popolo dei veto-player (dentro e fuori dal Governo, nella maggioranza come nell’opposizione e nei sindacati) che hanno fatto dell’interdizione un progetto politico e della conservazione una comoda (per loro) posizione di rendita. Siamo in presenza di un autorevole e non convenzionale richiamo del Quirinale alla classe dirigente del Paese invitata, appunto, a comportarsi come tale e non in tanti "signor no". Non è poco. Anzi, è moltissimo. PS. Bertolaso ha un doppio incarico ma percepisce una sola retribuzione, quella da capo della Protezione civile. giusto ricordarlo, visto che la riduzione dei costi della politica (tema a cui è sensibilissimo il Presidente Napolitano) è all’ordine del giorno. Se pensiamo alle polemiche sui compensi per il festival di Sanremo e a cosa rischia un alto funzionario dello Stato nella Campania taglieggiata dalla camorra viene da sorridere. O da piangere. Guido Gentili