Varie, 12 marzo 2007
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Yannakis Panagiotis
• Grecia 1 gennaio 1959. Ex giocatore di basket. Poi allenatore • «[...] la Grecia dell’87, campione d’Europa con un quintetto che ad Atene recitano ancora come una preghiera: Galis, Yannakis, Fassoulas, Christodoulou, Kambouris. [...] Nell’87, Yannakis era adorato in patria come un semidio e considerato in Europa tra le leggende di sempre. La faccia enorme con i tratti da indio, le mani grandi e scure che, quando Panagiotis era piccolo, avevano aiutato il padre a riparare le bici in un negozietto a Nikaia, vicino allo splendido palazzo costruito per le gare olimpiche di sollevamento pesi. Strappato al calcio dallo Ionikos, nell’82 fuggì a New York per svincolarsi da un contratto e fu scelto dai Celtics col numero 207, quando il draft Nba era una sorta di Pagine gialle del basket mondiale. Il giorno prima dei tryout con Boston, un medico lo visitò, gli misurò le gambe e scoprì che una era più lunga. Si narra che, una sera di quattro anni dopo, un emissario dell’Aris Salonicco lo rapì da una discoteca di Atene dove era stato portato dai dirigenti dell’Aek per festeggiare la firma prossima del contratto. Condotto di nascosto in una casa di un amico di Iannis Ioannidis, un tecnico mitico per la Grecia dei canestri, si dice che, aprendo la porta, Yannakis vide un tavolo pieno di soldi e ci si tuffò sopra. Sorse così, all’Aris, la celebre coppia con Nikos Galis, nato negli Usa e baciato dalla dea greca del basket. Nel ”96, Panagiotis chiuse la carriera al Panathinaikos, vincendo l’Euroclub a Parigi. I suoi record in Nazionale sono irraggiungibili: 20 anni ininterrotti, 351 presenze, 5282 punti segnati. [...] Nominato a furor di popolo c.t. della Nazionale nel ”97, due anni dopo, per il fallimento al Mondiale di Atene, non era più considerato all’altezza. Ma quando Ioannidis, il mandante del celebre ”rapimento” [...] è stato eletto al Parlamento e ha dovuto lasciare l’incarico, Yannakis ha dimenticato in un colpo solo le critiche ed è tornato in panchinaper l’Olimpiade [...]» (Carlo Annese, ”La Gazzetta dello Sport” 25/9/2005).