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 2007  marzo 12 Lunedì calendario

LEONARDO COEN

MOSCA
dal nostro corrispondente
«Compagni! imperativo ordinare una nuova automobile per il nostro compagno presidente, affinché la possa utilizzare esclusivamente a fini personali». Detto e fatto con solerzia ed entusiasmo, forse non proprio proletari. L´11 luglio del 1922 i Commissari del Popolo ordinano in Gran Bretagna una Rolls Royce 40/50 Silver Ghost. Nera. Almeno, il colore è austero. il primo fringe benefit documentato dell´Urss. Una scelta comunque oculata. Segno che all´interno del governo socialista e rivoluzionario c´è chi se ne intende.
a Rolls è ormai un mito dell´arte meccanica, già allora veniva chiamata la vettura dei re, per la sua raffinatezza e per il non indifferente prezzo. Su quella splendida Silver Ghost, assieme alla moglie Nadezhda Krupskaja, Lenin visiterà per l´ultima volta Mosca il 19 ottobre del 1923. L´anno dopo, muore. La Rolls nera gli sopravvive, Però nel 1935 rischia la demolizione. Qualcuno la porta in Crimea. L´esilio dura sino al 1939, quando si scopre che era stata la macchina di Lenin. Dalla remota Kerch, al villaggio Gorkij dove Vladimir Ilich era morto e dove c´è la sua casa museo. Un viaggio trionfale.
Nel 1959, il lifting. Un restauro accurato, perfetto. la beniamina delle scolaresche in visita. Passano Stalin, Krusciov, Breznev, la perestrojka di Gorbaciov, le tumultuose riforme di Elstin, arriva Putin: ma lei non perde un bullone. Da aristocratica vecchia signora delle auto, catalizza l´interesse e l´ammirazione della gente. Come ieri. All´intrigante mostra dei "Cent´anni di garage imperiale" che Mosca ha dedicato alle auto di regime, alle berline del potere, alle vetture della nomenklatura, dal tempo degli zar a quelli del soviet, per approdare sino ai nostri giorni: metafora della Storia vista dal parabrezza.
Il pretesto? Un secolo fa lo zar Nicola II decise di modernizzare le scuderie imperiali di San Pietroburgo, creando una superba autorimessa. Lo ricorda un valoroso triciclo a motore Kudel made in Germany del 1899 che lo zar acquistò per regalarlo alla scuola di Tsarskoe-Selo. La piccola Peugeot "Bebé" che lo zar comprò nel 1914 per il decimo compleanno del figlio Alexeij: l´imperial figliuolo scorrazzava d´estate nel parco reale di Alessandro, d´inverno nei corridoi del palazzo. Quattro anni dopo i bolscevichi fucileranno lo zar e la sua famiglia. Mentre Lenin, nel 1921, farà sua l´idea di Nicola II: il Garage Imperiale diventa GON (Garage Ossobogo Naznacenja, ossia "Garage speciale") e trasloca dentro le mura del Cremlino. Affidato ad un manipolo di agenti fidatissimi.
Ed eccole, alcune di quelle misteriose auto del Garage Speciale. Raccontano come Stalin fosse ossessionato dalle cromature e dall´imponenza delle Buick e delle Packard americane degli Anni Trenta tanto da ordinare alla fabbrica Zis (diventerà Zil negli anni Cinquanta) di copiarle, ma più in grande. Rammentano che Krusciov paragonava la destalinizzazione alla sua auto: «Stalin girava blindato», la sua Zis 110P a trazione integrale che usava durante i week-end, era «aperta al mondo».
C´è la Nissan President (1973) di Leonid Breznev: oggi vale 384mila dollari. Ci andava a caccia e pesca. Breznev impazziva per le macchine. Nell´arco della vita ne ebbe 82, al momento di morire gliene erano rimaste ancora 21. Nixon gli regalò una Cadillac. Willi Brandt una Mercedes 116. Pompidou una Ds 23. I giapponesi quella Nissan che venne poi acquistata dal Patriarca di tutte le Russie, Pimen. Un segno dei primi timidi cambiamenti. Nel 1990, la Nissa scarrozza sua santità Alexis II. Nel 1992 va in pensione.
Preda di un collezionista, che ieri si pavoneggiava davanti alle telecamere. Per forza. Le auto del Garage Speciale erano diventate materia di Stato. Lo dimostrano documenti impensabili. Sovershenno Sekretno - massima segretezza - ammonisce uno di questi, la stampigliatura d´inchiostro rosso su carta intestata Politburo. una direttiva, firmata da Stalin e sottoscritta dal maresciallo Voroscilov, ministro della Difesa. Datata 19 settembre del 1933: «Accettare la proposta del compagno Voroscilov di concentrare tutte le auto leggere della ditta Rolls Royce nel garage speciale del Cremlino. Tutti coloro che le utilizzano a scopo personale devono restituirle». Altri documenti dimostrano curiose spartizioni: Stalin ha diritto a 2 Packard e una Tatra; Molotov, una Packard, una Chrysler e una Zis 110; Beria, una Packard, una Zis e una Mercedes. Qualche anno dopo, Stalin ordina di «proibire al compagno Mikojan corse in automobile, se supera gli 80 all´ora. Obbligare l´autista a non superare velocità maggiori di 50 all´ora».
Lo firmano Beria, Molotov, Voroscilov, Kaganovic. il 20 dicembre del 1939. I tedeschi da quasi due mesi hanno invaso la Polonia. A colpi di cannone. Non di clacson.