Franco Tettamanti, Corriere della Sera 12/3/2007 Lettere, 12 marzo 2007
Un’auto di lusso per correre (senza esagerare) e lasciare gli amici senza parole. Sogni, solo sogni
Un’auto di lusso per correre (senza esagerare) e lasciare gli amici senza parole. Sogni, solo sogni. Una parete con i quadri firmati da grandi Maestri come Canaletto, Rénoir, Rubens. Una splendida villa, magari su un’isola, immersa nel silenzio. Sogni, solo sogni. Allora un jet (un elicottero se preferite) per guardare dall’alto in basso quelli che moriranno d’invidia e una barca per sentirsi padroni del mare. Sogni, solo sogni. O no? Sfatiamo subito un luogo comune: non è vero che i sogni non hanno un prezzo. Anzi, molti sogni hanno un costo, una tariffa prestabilita e trasparente. Carta e penna allora, per prendere appunti e sognare ad occhi aperti. A materializzare molti sogni ci pensa CircleClub, il primo del genere in Italia, creato da Riccardo Schmid, 48 anni, milanese di origine svizzera, già fondatore della Pony Express e della Travelonline, uno dei primi siti di turismo italiano. «Il CircleClub è nato dalla volontà di offrire a tutti il piacere di provare oggetti del desiderio straordinari – dice Schmid – per mettere a disposizione tutti i mezzi per rendere la vita più comoda. Con un concetto di proprietà che si è trasformato diventando una filosofia di vita». «La gente vuole beni di lusso – chiarisce il presidente – ma ha meno voglia e necessità di possederli. Il piacere del possesso è illusorio e fugace perché è legato a realtà quotidiane fatte di manutenzioni, bolli, tasse, assicurazioni, furti, danneggiamenti e deprezzamento. Il lusso che noi offriamo è l’uso intelligente del lusso. Un servizio che dà benessere, libertà e realizzazione dei propri desideri». Ma come si varca la soglia del club che ha sede a Milano e Roma e in calendario prossime inaugurazioni a Torino, Bologna, Padova e Brescia? Presto detto. L’aspirante socio presenta domanda, incrocia le dita e se tutto fila per il verso giusto versa una quota di 20.000 euro. Viene quindi rilasciata la CircleClub Card, tessera con mille punti a scalare e che può essere condivisa da due persone. «I clienti tipo sono uomini d’affari, liberi professionisti, manager. Una persona tra i 30 e i 55 anni – aggiunge Riccardo Schmid – sempre in movimento con adeguati mezzi, ma con poco tempo. Per ora i 150 soci sono in maggioranza uomini, vorremmo arrivare entro il 2007 a 250 iscritti. La formula nata per privati è rivolta anche alle aziende La new entry. Ai soci viene presentata martedì e un week end costa 720 euro che con la CircleClub Corporate possono decidere di assegnare ai collaboratori un certo numero di punti da spendere come desiderano». Facciamo quattro conti in tasca ai sogni. Una Ferrari 430 F1? Si consumano 20 punti (400 euro) nel periodo estivo in settimana e 60 punti (1.200 euro) nel weekend. Per una Audi Q7 invece 240 euro in settimana e 600 tra venerdì e domenica. Una Porsche 911 tra giugno e settembre vale 400 euro e 1.200 nel weekend e una Lamborghini LP640 invece 600 euro nei feriali e 1.600 nei festivi. Il parco macchine del Club è impressionante: Maserati, Audi, Bmw, Jaguar, Mercedes, Porsche (compresa la GT3 RS appena entrata in lista), Lamborghini, Aston Martin, Range Rover. Tutte le vetture sono full optional, con navigatore, cambio automatico e copertura assicurativa totale. L’auto non vi basta? Volete stupire ancora di più? Esagerare con il lusso? Far morire d’invidia amici, parenti stretti o soci che vi vanno stretti? Vediamo. Un viaggio da Milano a Roma con un Jet Citation I (sei posti, pilota e copilota) costa 275 punti. Un viaggio da Roma a Firenze in elicottero Ecureil B 2, andata e ritorno, vale 200 punti. Affittare il Wally Tender, imbarcazione che non passa inosservata, per una settimana 60 punti a maggio e 70 a giugno. La lista dei sogni è lunga (cliccare www.circleclub.it per non avere dubbi). Poi c’è l’amore, la salute, la famiglia, la serenità, l’amicizia, la pace. Ma questa è la pagina di un altro libro dei sogni. Accontentiamoci dei sogni più facili da concretizzare. Questione di punti di partenza, di punti da scalare e di punti di vista. Esopo sosteneva che «non vale nulla possedere una cosa senza goderla» ma il mondo è andato avanti e ora il bello è anche godere una cosa senza possederla.