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 2007  marzo 12 Lunedì calendario

L’americanizzazione paga. Un tempo i direttori delle reti tv avevano due certezze: i telefilm funzionavano su un pubblico limitato, «di nicchia», e la prima serata doveva essere «all’italiana», cioè allungata a dismisura

L’americanizzazione paga. Un tempo i direttori delle reti tv avevano due certezze: i telefilm funzionavano su un pubblico limitato, «di nicchia», e la prima serata doveva essere «all’italiana», cioè allungata a dismisura. Oggi Italia 1 ha dato la prova che i due dogmi non sono più così veri. Perché non soltanto le serie fanno boom (venerdì sera «House» supera addirittura l’ammiraglia Raiuno), ma il palinsesto diventa «all’americana» persino nella sua «forma». E il pubblico apprezza. Proviamo a spiegare. Fino allo scorso anno era assolutamente certo che, se un telefilm made in Usa aveva la forza di finire in prime time, doveva «italianizzarsi» nella messa in onda, ovvero essere trasmesso a due, tre, episodi alla volta. Prendiamo il caso di «Grey’s Anathomy», il medical drama attualmente più amato negli Usa. Fu messo in onda per la prima volta, su Italia 1, nel gennaio del 2006: tre puntate alla volta, per una media dell’11% di share. Quest’anno la rete ha deciso di proporre un venerdì sera pienamente «all’americana», sfruttando una particolare strategia di programmazione («blocking») che consiste nel costruire una sequenza di programmi omogenea per tematica o pubblico di riferimento. Così è nato il «venerdì ospedaliero» di Italia 1, con la successione di «Dr. House», «Grey’s Anathomy» e «Nip/Tuck», ciascuno con un solo episodio. Il risultato? Un inatteso successo. «House» era un prodotto consolidato, molto amato da un pubblico giovane, metropolitano, colto e benestante. La serie è andata così bene da raggiungere ascolti da ammiraglia: oltre 5 milioni venerdì scorso, il 19% di share. House trascina «Grey’s», non ancora così forte in Italia. Operazione perfettamente riuscita, se si pensa che la serie è passata dall’11% (2006) al 14% (2007), toccando i 3.500.000 spettatori di media. Ma anche «Nip/Tuck» ne ha tratto vantaggio. Con l’11,64% è questa la stagione più seguita. Il pubblico della serata «medical» è giovane (venti/trentenni) e spesso laureato. , ovviamente, l’audience più amata dagli investitori pubblicitari.