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 2007  marzo 12 Lunedì calendario

In tre anni in Italia si sono registrati seimila casi di tubercolosi normale, 200 di multiresistente e circa 12 di tipo Xdr (quella più resistente)

In tre anni in Italia si sono registrati seimila casi di tubercolosi normale, 200 di multiresistente e circa 12 di tipo Xdr (quella più resistente). Il 65 per cento dei casi riguarda immigrati, soprattutto dell’Est. Il Nord è il più colpito. Le città in particolare. Milano, Torino, il Nordest. I dati li fornisce Andrea Gori, dell’ospedale San Paolo di Milano. Nel mondo ogni giorno muoiono di tubercolosi 5.000 persone. E stanno emergendo due pericolose varianti batteriche: la tubercolosi multiresistente, Mdr-Tb, estremamente difficile da curare (perché non risponde più ai farmaci base), e la Xdr-Tb, che non risponde a quasi nessun farmaco. «La mortalità in un Paese avanzato come il nostro è del 50-60% – dice Gori ”. Mentre è del 6-10% per la multiresistente. Al massimo dell’1 per la Tb classica». La Mdr-Tb si è sviluppata in pazienti che non si sono curati bene. Dalla Mdr si è passati alla Xdr, scoperta nel 2006. Ogni anno, ci sono circa 400 mila nuovi casi di Mdr-Tb in 100 Paesi. E ora lo 0,5% di questi sono extreme. L’Oms valuta che ogni paziente colpito da Mdr-Tb la trasmetta in media ad altre 20 persone nel corso della sua vita. La tubercolosi si trasmette attraverso tosse, starnuto e respiro. I sintomi sono: febbre, sudorazione notturna, perdita di peso, dolore al torace e tosse. I luoghi chiusi e affollati, così come metrò e autobus, sono ideali per infettare. Prevenzione? «L’Italia aveva un piano modello anti-Tb, bloccato nel 2002 - dice Gori -. Ora in molti lo applicano e noi no».