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 2007  marzo 11 Domenica calendario

In corso a Maastricht (Olanda) l’edizione annuale del Tefaf, acronimo di The European Fine Arts Fair, la più grande fiera di arte e antiquariato del pianeta

In corso a Maastricht (Olanda) l’edizione annuale del Tefaf, acronimo di The European Fine Arts Fair, la più grande fiera di arte e antiquariato del pianeta. Pezzo forte di quest’anno un tapiro: un bronzo di 25 centimetri con incisioni in oro e turchesi realizzato in Cina nel IV secolo avanti Cristo (costo, 12 milioni di dollari). Ottantaquattromila visitatori nel 2006, 220 espositori, una stima di valori per un miliardo di euro, affari per 500 milioni, solo nella giornata inaugurale sono atterrati in città 55 jet privati. Tra i visitatori Silvio Berlusconi, scortato dal suo gallerista di fiducia Cesare Lampronti, che si è informato a lungo su una tela di Jacques Louis David, La collera di Achille, valore 9 milioni di dollari, ma infine ha acquistato due vedute veneziane del Settecento di Apollonio Domenichini, due Paesaggi romani del fiammingo Jan Frans Van Bloemen, Il Giudizio di Paride del secentesco Giovanni Odazzi, due dipinti del ’700 e di fine ’800 e una scultura in bronzo del ’900 (per una spesa stimata tra il milione e il milione e mezzo di euro). Il successo della fiera sarebbe dovuto proprio al fatto che la città che lo ospita è anonima: "Non ci sono distrazioni. Chi viene, galleristi, mercanti o collezionisti che siano, pensa solo a concludere l’affare" (Ben Janssens, nuovo presidente della Fiera). Concordi gli espositori Marco Voena (" incredibile come a Maastricht si azzeri il tempo necessario a creare il rapporto di fiducia con il cliente"), e Fabrizio Moretti ("I risultati che abbiamo qui in dieci giorni non li otteniamo nelle nostre sedi di Firenze e Londra in un anno"). Tra i pezzi più cari messi in vendita quest’anno: il quadro di Renoir Tra le rose (45 milioni di dollari), e una tela senza titolo di Mark Rothko, maestro dell’Espressionismo astratto (18 milioni di dollari). Janssens segnala i prezzi più abbordabili: "Al Tefaf si trovano cose pregevolissime a centomila euro. E poi guardi quegli anelli cinesi di giada datati tra l’VIII e il V secolo a. C.: venduti a 400 euro ciascuno". Prima dell’apertura l’organizzazione prevede anche un procedimento per rilevare falsi e pezzi clandestini (c.d. vetting, ”esame dettagliato”), ad opera di una commissione di 142 persone, tra mercanti, direttori di musei, critici (quest’anno è stato bloccato un dipinto dei primi del ’900). Sponsor del Tefaf, la Axa Art mette a disposizione gratuitamente un kit di sicurezza per la catalogazione corretta degli acquisti. Una carta d’identità completa aiuta i ritrovamenti (grazie anche alla collaborazione di Antonia Kimbell, agente di Scotland Yard). Louisa Freytag, responsabile dell’Art Loss Register, l’istituzione che cataloga i pezzi rubati: "Sa quante sono le opere scomparse? Centottantamila, e ne recuperiamo appena tremila all’anno. Ora va di moda prelevare dipinti nelle ville di campagna inglesi e statue nelle piazze dell’Europa continentale".