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 2007  marzo 10 Sabato calendario

MILANO

Il commando americano è arrivato nel cuore della notte infiltrandosi nella cittadina di Loramani, nel Waziristan (Pakistan). E ha catturato il mullah Mansub, accusato di guidare i talebani in questo settore vicino al confine afghano. L’incursione – hanno precisato altre fonti citate dalla rete tv Abc – rientra in un piano più ampio. Washington ha infatti deciso di impiegare nuove forze nella speranza di eliminare i responsabili talebani e arrivare al «bersaglio di alto valore». Definizione che nasconde i nomi di Osama Bin Laden e Ayman Al Zawahiri.
GliUsa hanno deciso di «togliersi i guanti» dopo aver constatato l’estrema prudenza del governo pachistano nel fronteggiare la minaccia jihadista. Nell’area tribale pachistana – grazie anche alla tregua siglata in settembre con il governo – è cresciuto il patto di ferro tra talebani, militanti locali e qaedisti. Un accordo che ha avuto ripercussioni disastrose in Afghanistan. Nella recente visita a Islamabad, il vicepresidente americano Dick Cheney, accompagnato dal numero due della Cia Kappes, ha mostrato al presidente Musharraf le prove sull’evidente collaborazione tra gli estremisti pachistani e i talebani. Quindi, Washington ha calato una carta pesante: ci riserviamo il diritto di «inseguire a caldo» i guerriglieri anche nei santuari del Pakistan.
Gli esperti la chiamano la tecnica del cacciatore. Insegui la preda, la stani e poi la neutralizzi. In questo modo Pentagono e intelligence provano ad assumere l’iniziativa per disarticolare la nascente offensiva talebana. I raid delle unità scelte obbediscono alla strategia elaborata negli ultimi due anni. Le azioni sono coordinate dal «Joint Intelligence Operations Command» (Jioc) basato a Tampa, in Florida che affida a speciali team missioni di spionaggio e infiltrazione. I soldati operano spalla a spalla con gli operativi paramilitari della Cia e membri delle
Special Forces. Per aumentare le capacità di intelligence è stato ampliato il numero dei funzionari del «Defence Humint Service», di fatto le spie-Rambo del Pentagono che si addestrano nel famoso centro Cia in Virginia conosciuto come «la fattoria».
Al Pentagono non si illudono di poter imprimere una svolta al conflitto – servirebbero truppe che oggi non ci sono – ma probabilmente puntano «a terrorizzare i terroristi», a creare un senso di insicurezza tra i mujaheddin, a dimostrare che sono battibili.
L’operazione di Lorimani, unita ai bombardamenti aerei Nato, ha toccato la baldanza degli insorti così come preoccupato i loro amici. I talebani appaiono molto nervosi. Hanno assassinato in modo brutale diversi civili, bollati come informatori. Hanno minacciato gli anziani dei villaggi. Allarmante la reazione in Pakistan. Il capo della Commissione Difesa, Chaudry Hussain, ha minacciato di interrompere la collaborazione militare con Washington se il cospicuo aiuto statunitense è subordinato alla guerra contro i talebani. Una mossa che fa ben comprendere per chi batte il cuore pachistano.