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 2007  marzo 07 Mercoledì calendario

Rossi e Tronchetti alla resa dei conti. Il Sole 24 Ore 7 marzo 2007. Tra il professore e l’azionista è sceso il gelo

Rossi e Tronchetti alla resa dei conti. Il Sole 24 Ore 7 marzo 2007. Tra il professore e l’azionista è sceso il gelo. Sono visioni diverse sul modello di governance che si contrappongono e che trovano sul tema delle alleanze industriali il pretesto di uno scontro a questo punto inevitabile. Al consiglio Telecom di domani si riproporrà quella spaccatura che è già emersa tra il management sulle opzioni industriali. Da una parte c’è il presidente Guido Rossi che persegue da sempre l’ideale della public company. Dall’altra c’è un azionista al 18%, Olimpia, partecipata all’80% dalla Pirelli di Marco Tronchetti Provera, determinato a far valere il suo ruolo di socio di riferimento. Nel mezzo c’è un management che si è spaccato sulle strategie industriali, con il vice-presidente esecutivo Carlo Buora schierato a fianco di Rossi nel contrastare l’ipotesi di un’alleanza esclusiva con Telefonica, portata avanti dall’azionista di maggioranza relativa. Rossi, che avrebbe trovato a sostegno delle sue posizioni l’importante sponda politica del ministro degli Esteri Massimo D’Alema (con il quale ha avuto un lungo colloquio poche settimane fa), per il momento ha segnato due punti a suo favore. Ha ottenuto che Telefonica restasse alla finestra, interrompendo i negoziati su entrambi i livelli dell’azionariato e della società, e ha ottenuto che il piano industriale - illustrato ieri in anteprima al comitato strategico di Telecom - non tenesse conto dell’opzione spagnola. Probabilmente domani al consiglio, che oltre ai conti 2006 dovrà esaminare anche il piano industriale, sarà proposto di dare mandato al management, coadiuvato da consulenti, di valutare le migliori opportunità di alleanza Paese per Paese. Negando così di fatto l’esclusiva richiesta da Telefonica e rinunciando a quelle sinergie (stimate dagli analisti tra 1,2 e 2 miliardi) che erano a portata di mano. Nel mezzo c’è anche il mercato, che ha già votato, vendendo a mani basse titoli Telecom e Pirelli, nell’aspettativa di un piano industriale debole, per lo meno sul fronte delle risorse necessarie a sostenerlo, e sulla base di prospettive non entusiasmanti per il gruppo, pilotate al ribasso, così riferiscono gli analisti, dalla stessa Telecom. Segnali di ricomposizione delle divergenze al momento non si intravvedono. Le voci di un faccia a faccia tra Rossi e Tronchetti sono state smentite dalla Bicocca, anche se il presidente ieri non si è presentato al Salone di Ginevra dove Pirelli ha presentato nuovi prodotti. Domani dunque si andrà probabilmente alla conta. I consiglieri diretta espressione di Olimpia valuteranno se verranno proposte alternative in grado di compensare la rinuncia alle sinergie con gli spagnoli, pronti in caso contrario a bocciare un piano che si proietta su un triennio, ma che viene presentato da un vertice manageriale in scadenza, insieme a tutto il consiglio, con l’assemblea di maggio. E pronti a sfoderare le carte che dimostrerebbero come Telefonica sia il miglior partner possibile per Telecom. Il voto del consiglio - dove avranno un peso determinante i 13 indipendenti (sui 21 membri del cda) - di fatto si tradurrà in una mozione di sfiducia al management o all’azionista. E chi ne uscirà perdente non potrà che trarne le conseguenze. Ma se l’alternativa all’azionariato di riferimento è la public company c’è solo un mezzo per perseguirla: l’aumento di capitale riservato alle banche, che avrebbe l’effetto di diluire i soci rilevanti, ma anche quello probabile di suscitare una levata di scudi sul mercato. Antonella Olivieri