giornali, 8 marzo 2007
Roberto Chiesa di anni 64. Romano, pensionato, «cordiale e garbato», omosessuale, da vent’anni conviveva col compagno ormai settantenne, «senza dare scandalo», in un appartamento nel quartiere San Giovanni
Roberto Chiesa di anni 64. Romano, pensionato, «cordiale e garbato», omosessuale, da vent’anni conviveva col compagno ormai settantenne, «senza dare scandalo», in un appartamento nel quartiere San Giovanni. Mercoledì pomeriggio era solo in casa quando aprì la porta a qualcuno, forse un giovane amante, forse un ladro, che nel soggiorno gli tagliò la gola con un coltello. Il fidanzato rincasando incrociò per le scale un giovanotto che «dal viso sembrava romeno» e teneva in mano la sua valigia rossa con l’argenteria, gli chiese «cosa fai con la mia borsa?» e quello la mollò in terra e scappò via. Il vecchio salì i gradini di corsa, «spaventato, avevo come un presagio» e aprendo la porta trovò Chiesa sul pavimento, la faccia a terra, in una pozza di sangue. Nel pomeriggio di mercoledì 7 marzo in un appartamento di via Faleria nel quartiere di San Giovanni, a Roma.