giornali, 8 marzo 2007
Roberto Gallaro, 15 anni fra qualche giorno. Siracusano, allegro e vivace, studente dell’Istituto nautico e figlio di un vigile del fuoco, mercoledì scorso dopo un giretto in centro con tre amici era a ridere e scherzare sull’autobus che l’avrebbe riportato a casa quando un Antonio Attardo di anni 49, disoccupato, disturbato di mente con precedenti per aggressione, seduto qualche posto dietro, s’alzò in piedi e lo minacciò: «Smettila di urlare, modera i termini, non voglio più sentirti, altrimenti guai a te»
Roberto Gallaro, 15 anni fra qualche giorno. Siracusano, allegro e vivace, studente dell’Istituto nautico e figlio di un vigile del fuoco, mercoledì scorso dopo un giretto in centro con tre amici era a ridere e scherzare sull’autobus che l’avrebbe riportato a casa quando un Antonio Attardo di anni 49, disoccupato, disturbato di mente con precedenti per aggressione, seduto qualche posto dietro, s’alzò in piedi e lo minacciò: «Smettila di urlare, modera i termini, non voglio più sentirti, altrimenti guai a te». Gallaro gli rispose «non sto facendo niente di male» e ricomiciò a divertirsi coi coetanei, l’altro imbestialito urlando parolacce gli saltò addosso, i passeggeri cercarono di separarli, intervenne pure l’autista, d’un tratto Attardo tirò fuori un coltello da cucina e infilò la lama di diciotto centimetri nel petto del ragazzo. Verso le 19 di mercoledì 7 marzo su un autobus di linea che collega il centro di Siracusa alla periferia, nella zona di viale Tunisi.