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 2007  marzo 08 Giovedì calendario

Il prezzo d’o Senatore, sempre a disposizione. Vanity Fair 8 marzo 2007. Ma che c’ho la faccia da Giuda io?»

Il prezzo d’o Senatore, sempre a disposizione. Vanity Fair 8 marzo 2007. Ma che c’ho la faccia da Giuda io?». Se per Turigliatto e Rossi vale l’attenuante della perpetua adolescenza, con Sergio De Gregorio, 46 anni, più 10 mila preferenze, più centodieci chili di politica, entriamo nel campo del professionismo adulto. Lo chiamano ”O Senatore. il capo dell’Emme-I-Emme, il Movimento Italiani nel Mondo, di cui è pure l’unico membro. Viene da Fuorigrotta, come i fuochi d’artificio. Ha 46 anni. Una moglie. Tre figli. L’auto blu. Una laurea in Scienza del Turismo e, per l’appunto, un milione di chilometri alle spalle. stato craxiano, democristiano, berlusconiano, dipietrista. Alle ultime elezioni campane si è candidato in un ossimoro: la Nuova Dc di Paolo Cirino Pomicino. In aprile ha scelto Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori. Appena eletto senatore con il centrosinistra, si è schierato con il centrodestra. Ha incassato la presidenza della Commissione Difesa con i voti del Polo buttando giù la cagionevole Lidia Menapace, rifondarola di anni 83. A settembre ha aderito al Gruppo misto. Ha detto: «Sto nel mezzo. La Grande coalizione contagia. Io già la pratico». Per praticarla si è inventato ”sto Movimento che però sembra una ditta. Gestisce una televisione satellitare, una casa editrice e un tot di import-export in Russia, Argentina, Bulgaria e Iran. Lo scorso settembre Il Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria, gli ha fatto i conti in tasca trovandogli un buco di 600 mila euro e un cospicuo giro di assegni a vuoto. Lui si è offeso e ha querelato. Del resto i giornali non lo amano, anzi spesso lo prendono sottogamba, ingannati da certe sue rotondità e lentezze. Invece Sergio De Gregorio è svelto. Da giornalista ha intervistato Tommaso Buscetta, quando il padrino dei due Mondi se ne stava in incognito in crociera. Ha fotografato Terry Broome in carcere. Ha scovato in Scandinavia il figlio segreto di Lamberto Dini. entrato in Iraq viaggiando nel retro di un’ambulanza durante la prima guerra del Golfo. Da politico ha frequentato quasi tutti, democristiani, liberali, socialisti, compreso Bettino Craxi, nei giorni del declino, che gli affidò la direzione dell’Avanti!. amico di Nicolò Pollari, l’ex capo dei servizi segreti, ma anche di tutti gli stati maggiori e «dei nostri giovani soldati». amico di Gianni De Michelis, quello delle discoteche, e di Marcello Dell’Utri, quello dei finti diari di Mussolini. nemico degli estremismi: «Sono un centrista di movimento». Lo irrita Israele («stermina i nemici»). già oltre l’Onu. In politica se ne frega di molte cose, a cominciare dalla coerenza e dalla sintassi: «Un ricatto c’ha un prezzo e io non ho ancora assunto alcun prezzo», disse a proposito della sua tattica guerrigliera pre-crisi. In queste ore cruciali si è detto «indipendente», ma anche «a disposizione». Di chi, di cosa? Del Paese. Cioè del governo, cioè di se stesso. Una volta assunto il prezzo, è ovvio. Pino Corrias