Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  marzo 04 Domenica calendario

L’indovinello di Josef Schumpeter. Il Sole 24 Ore 4 marzo 2007. L’eredità intellettuale di Josef Alois Schumpeter (1883-1950) è di solito collegata alla spiegazione del ciclo economico, ma probabilmente è meno riduttivo identificarla con l’analisi del capitalismo come sistema di trasformazioni

L’indovinello di Josef Schumpeter. Il Sole 24 Ore 4 marzo 2007. L’eredità intellettuale di Josef Alois Schumpeter (1883-1950) è di solito collegata alla spiegazione del ciclo economico, ma probabilmente è meno riduttivo identificarla con l’analisi del capitalismo come sistema di trasformazioni. Il cambiamento è il risultato di un’interazione tra decisioni individuali e contesto istituzionale: da un lato c’è l’individuo-imprenditore, con la sua libera creatività, e dall’altro ci sono le istituzioni che controllano e selezionano il suo operato. Gli individui e le organizzazioni sono gli agenti del cambiamento, ma sono plasmati dai contesti in cui operano. Nel suo Teoria dello sviluppo economico (1911) Schumpeter mostra che quando particolari individui o singole imprese introducono innovazioni, queste danno luogo a nuova combinazione produttiva, che comporta modifiche nell’organizzazione dell’impresa, ma anche la trasformazione di un settore, di un mercato e persino dell’intero sistema economico. Questo effetto a catena ha due ragioni d’essere, per Schumpeter: il primo è che la produzione è fortemente interdipendente e, quindi, l’innovazione di un settore induce cambiamenti prima nei settori direttamente connessi e poi via via in tutti gli altri. Il secondo motivo è che l’innovazione non è un agire individuale, ma un comportamento a sciami, come si osserva in alcuni animali. L’apprendimento individuale si propaga attraverso fenomeni di imitazione ed è attraverso questo meccanismo che si ha diffusione della conoscenza e quindi possibilità di crescita economica. Vi è continua interazione tra imprese che incorporano diverse capacità e fanno scommesse su tecnologie o prodotti diversi, ma è il mercato alla fine a sancire chi avrà successo. Il comportamento innovativo quindi condiziona, ma a sua volta è condizionato dal contesto. Schumpeter diceva che nella vita aveva sempre voluto primeggiare in tre cose: come cavallerizzo, come economista e come amatore, ma di esserci riuscito solo in due casi. Lasciava che fossero gli altri a decidere, o a indovinare, quali questi fossero. Maria Cristina Marcuzzo