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 2007  marzo 07 Mercoledì calendario

FABIO VERGNANO

TORINO
Tutto cominciò con il passerotto. Alessandro Del Piero dialogava con l’uccellino che gli volava sulla spalla e gli spiegava che beveva quella certa marca di acqua minerale perché così voleva anche mamma Bruna. In realtà non fu una scelta felicissima a giudicare dagli striscioni di scherno che venivano appesi negli stadi. Poi dal passerotto petulante si è passati alla miss affascinante: stessa acqua da bere per fare tanta pipì, ma altra storia. Più umorismo, spot più accattivanti. Del Piero e la Chiabotto che si fanno i dispetti, e quella suorina rompiscatole che tratta male tutti e due, perché di ulteriori santificazioni televisive il capitano della Juventus non ha bisogno.
Il campo di calcio è il set su cui Alex dà il meglio. Ma anche davanti a una macchina da presa il voto in pagella è sempre altissimo. «Da grande vorrei fare l’attore. Storie di grandi ideali, film di sangue e di lotta». Lui si vede come Cruise nell’Ultimo Samurai, come Gibson in Braveheart. Campioni di incassi, fuoriclasse del set. Ma intanto fa il comico. E le tv se lo contendono. Dove arriva Del Piero l’indice di ascolto si impenna. Sky raccoglie un pubblico da serie A per il posticipo domenicale con il Piacenza, ma anche «Striscia la notizia» fa il botto se in mezzo a Greggio e Iachetti c’è Ale come è successo lunedì sera. E ora quel mercato calcistico che da anni gli manca, pare averlo trovato come attore televisivo. Fazio l’ha voluto a «Che tempo che fa» e non solo per il solito promo del libro in uscita. Quelli delle «Iene» gli affidano la conduzione sicuri che con lui si può anche andare «a braccio». E Alex improvvisa forte di una vis comica che è rara nel mondo del calcio. Fiorello gli fa cantare una canzonzina contro Capello.
«Da grande farò l’attore». Può riuscirci davvero? Secondo Ezio Greggio, storico conduttore di «Striscia» e grande tifoso bianconero il problema non si pone: «E’ già un protagonista dello spettacolo, ha i tempi giusti della comicità. L’altra sera è arrivato negli studi televisivi poco prima di andare in onda, non abbiamo provato nulla, eppure la sensazione era che fosse uno di noi. Il risultato è stato clamoroso. Anche l’interista Iachetti si è inchinato alla bravura di Ale. E’ strepitoso, l’ho visto in forma smagliante, ma gli ho detto che per ora noi della Juve lo vogliamo in campo. A Striscia tornerà tutte le volte che vorrà. Ma mi raccomando Alex, soltanto per hobby, tu sei il nostro capitano».
La facilità nell’entrare subito nella parte ha colpito anche Leone Pompucci, il regista degli spot pubblicitari con la Chiabotto. Pompucci ha diretto attori come Villaggio, Abatantuono, Amendola sul grande schermo. Ha girato alcuni episodi del «Don Matteo» televisivo. Folgorato anche lui dal razziatore di consensi: «La prima cosa che colpisce è la spontaneità. Per lui tirare fuori la guasconeria è facile come segnare un gol in rovesciata. Un gesto spontaneo. Sa essere semplice, entra subito in sintonia con chi gli recita accanto. La suorina napoletana lo tratta male? Accetta il ruolo perché in quel momento scende dal piedistallo e non è più Del Piero. Il gioco è chiaro, Alex lo asseconda».
Altre simpatiche scenette sono in preparazione. Uccellino compreso. Ricorda Pompucci: «Una volta abbiamo girato una scena con dei bambini e nelle pause è diventato subito il loro zio perché sa essere semplice. Gli spiego una scena e lui la recita, non serve ripetere». Il «buona la prima» è naturale come un tiro a giro. Dategli un copione e vi solleverà l’audience.