Michela Tamburrino, La Stampa 7/3/2007, 7 marzo 2007
MICHELA TAMBURRINO
NEW YORK
Chissà quanto pagherebbero le donne bruttine e mal fidanzate di tutto il mondo (e ce ne sono a miliardi) pur di vedere Naomi Campbell china a terra a lustrare i pavimenti del magazzino del servizio Immondizie di New York, con lo scopettone e le ciabatte. E chissà quanto pagherebbero sempre le stesse pur di vedere la Venere Nera madida di sudore mentre gratta quella macchia che non va via. Non c’è prezzo per tanta soddisfazione. Ma non sarà possibile anche se tanti fotografi tenteranno il colpaccio il 19 marzo (di buon’ora?) quando la super top model si presenterà nei locali del Lower East Side di Manhattan a scontare la sua pena. quanto ha sadicamente deciso il giudice dell’alta corte newyorchese ad esemplare punizione per aver picchiato a colpi di cellulare una cameriera. Unica nota di riguardo, l’esclusione da un così gustoso spettacolo della stampa, sotto qualsiasi forma.
Inutilmente Naomi ha riproposto la solita sceneggiata alla quale si è abituati da anni. Mena le mani e poi si pente, si droga e poi si cosparge il capo di cenere giurando che è la cocaina a provocarle tali scompensi. Arriva in ritardo alle sfilate e poi chiede scusa. Fa i capricci e poi sgrana gli occhioni per il dispiacere. Facciamocene una ragione. Violenta è sempre stata, tanto da far impallidire l’ex fidanzato Mike Tyson. Basti ricordare che cosa accadde quando una delle sue migliori amiche, Yvonne Sciò, osò indossare un abito troppo provocante che avrebbe potuto metterla in ombra. Naomi si produsse in un’aggressione in grande stile con schiaffi, pugni e graffi, urla che si sentivano fin nella portineria del romano Hotel Eden che ospitava le due attrici. La giovane Sciò finì sotto shock in ospedale mentre il suo avvocato, Bernardini De Pace, chiedeva giustizia. Ottenne per la sua assistita 300.000 euro che non sono pochi. Nell’agosto del 2004 fu la polizia a fare irruzione nel suo appartamento di Manhattan perché aveva aggredito la donna delle pulizie. Nel 1998 fu dichiarata colpevole di aver ferito l’assistente con un cellulare.
Si vede proprio che la Campbell abbia scambiato il telefonino per un’arma contundente, tant’è che il reato di cui ora si parla la vede appunto brandire il delicato aggeggio come fosse una pietra. E a poco sono valse le scuse tardive perché si era già resa colpevole di non essersi presentata alla prima udienza in tribunale facendo innervosire il giudice James Gibbons che all’epoca tuonò: «Se lo fa una seconda volta la metto in prigione». Così Naomi è passata a più miti consigli. Alla seconda udienza è comparsa contrita e al giudice ha giurato di essere seriamente dispiaciuta per il danno arrecato alla povera collaboratrice domestica: «Ero sorpresa per il fatto che si fosse fatta male. Mi dispiace davvero», derubricando l’accaduto a livello di «incidente». E tutto per una sciocchezza. Quello che avrebbe mandato fuori di testa Naomi è stato il fatto che la cameriera, al secolo Anna Scolavino, sarebbe stata colta in flagrante mentre le rubava un paio di jeans. Un paio di jeans, Naomi ne ha a centinaia perché ne fa pubblicità e perché è Naomi. Ma, in virtù del principio, per il fatto di sentirsi tradita nella fiducia che riponeva in lei, avrebbe ferito la ladra tanto da costringerla a quattro punti di sutura e a una breve degenza presso l’ospedale di Lenox Hill.
In fondo, come al solito, non le è andata tanto male. Cinque giorni di pulizie forzate non sono molti e anche il pagamento di 363.000 dollari non dovrebbe pesarle più di tanto. Addirittura potrebbe essere divertente frequentare un seminario (fa parte della pena) dove si insegna a controllare i nervi. Il più preoccupato per questo stato precario di salute che la porta ad eccessi d’ira incontrollati dovrebbe essere il suo ultimo fidanzato, l’attore Terrence Howard, uno dei protagonisti del film cult «Crash». Hai visto mai, anche se i suoi fidanzati passati hanno sempre detto di lei che era un tesoro di ragazza: il miliardario Badr Jafar che le regalò un brillante da mille e una notte alla festa di compleanno da lui stesso organizzata, Flavio Briatore, Matteo Marzotto. In verità c’è chi non ne ha un ricordo eccelso. E’ il ballerino spagnolo Jaquin Cortès per il quale Naomi tentò il suicidio e che psicologicamente uscì turbato da quel tentativo estremo della modella messo in atto per non farsi lasciare. Povera Naomi, tanto bella da farsi male.