Marco Imarisio, Corriere della Sera 7/3/2007., 7 marzo 2007
A ottobre compie vent’anni il centro sociale del quartiere Arcella di Padova, ”Pedro”, dal nome di Pietro Maria Walter Greco detto Pedro, calabrese emigrato in Veneto, militante dell’Autonomia padovana, morto il 9 marzo 1985 a Trieste durante una sparatoria con la polizia
A ottobre compie vent’anni il centro sociale del quartiere Arcella di Padova, ”Pedro”, dal nome di Pietro Maria Walter Greco detto Pedro, calabrese emigrato in Veneto, militante dell’Autonomia padovana, morto il 9 marzo 1985 a Trieste durante una sparatoria con la polizia. Sede, una ex fabbrica al numero civico 5 di via Latino, per un’estensione di 1.800 metri quadri. Potrebbe essere l’ultimo anniversario, attesa la delibera della giunta di centrosinistra guidata da Flavio Zanonato, di abbattere nel giro di un anno il Centro sociale per realizzare un progetto di edilizia popolare, segnatamente un palazzone da 64 appartamenti, due cavalcavia e il restringimento del parco "Fantasia". L’assessore all’urbanistica Mariani: "Non credo che siano possibili mediazioni. Si fa proprio lì, l’area è quella e indietro non si torna". Gli risponde il portavoce del Pedro Max Gallob quattordicenne al tempo dell’occupazione, friulano, ex studente di Scienze politiche: "L’assessore si prepari, che riceverà una bella cartolina da Copenaghen. Ha presente cosa è successo la scorsa settimana in Danimarca con lo sgombero della Casa della gioventù? Rende l’idea di quel che potrebbe succedere qui. Il Pedro non si tocca. Quel posto è la nostra storia, è quel che siamo, nessuna mediazione". Il leader no global, padovano, Luca Casarini: " stata una grande esperienza. Siamo diventati una delle prime forme di riqualificazione di uno spazio pubblico abbandonato. Abbiamo sempre resistito ai tentativi di sgombero, lo faremo anche adesso". Il progetto non incontra neanche il favore degli abitanti del quartiere, tra cui la signora Lucia Romagnoli che nel 1987 era alla guida del comitato che si opponeva all’occupazione dell’area dismessa, e ora ha presentato insieme al Pedro e ad altri abitanti un progetto alternativo di riqualificazione dell’area: "Dispiace per il parco, che verrà cancellato, per il cemento e lo smog che sostituirà il Pedro. E anche un po’ per loro, ormai avevamo raggiunto un livello decente di convivenza. Speriamo che almeno non si faccia male nessuno".