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 2007  marzo 06 Martedì calendario

PIGNATELLI

PIGNATELLI Carlo Latiano (Brindisi) 25 novembre 1944. Stilista • «[...] Vesto tanti grandi personaggi del grande e piccolo schermo [...] Con molti attori si è instaurato un rapporto di amicizia. Quando Mastroianni veniva a Torino stavamo ore a parlare [...] Il mio sogno, però, sarebbe vestire Claudio Baglioni. Sembra un modello [...] Conosco e frequento i giocatori bianconeri [...] Sono uno sfegatato tifoso. Del Piero, ad esempio, viene tutti i giorni dopo gli allenamenti a trovarmi in negozio [...]» (Antonella Amapane, ”Specchio” 27/6/1998). « A otto anni raccoglieva gli spilli in una bottega del paese. A quindici, rifiniva le asole delle sue prime giacche nascosto nella toilette del treno. In quei 45 minuti di viaggio da Latiano a Brindisi (dove lavorava in una fabbrica di confezioni) Carlo Pignatelli si portava avanti. Poi di notte, a casa, con la macchina da cucire Pfaff pagata a rate, ultimava gli abiti commissionati dai suoi primi clienti. Il fatto a mano è sempre stato una sua fissa. ”Gran parte dei segreti li ho imparati dal ”62 al 64 facendo l’apprendista in un paio di sartorie di Latiano” [...] fatturato di 55 milioni di euro, un’azienda di 140 dipendenti e 16 negozi monomarca nel mondo, più una valanga di licenze. [...] ”[...] Prima di vestire i calciatori e gli attori ho sudato sette camicie. In famiglia eravamo in 11. Mamma casalinga, papà faceva i fuochi d’artificio nelle case padronali...Fuggii al Nord”. E dire che quando arrivò a Torino nel ”65 voleva diventare operaio alla Fiat. ”Sognavo uno stipendio sicuro... Poi già dal secondo giorno ero nella sartoria di Rossini in via Arcivescovado, come lavorante. Lì ho imparato tutto. Fu la mia fortuna. Rossini tagliava benissimo, in seguito venne a lavorare per me”. Nel ”68 Pignatelli apre la sua sartoria sotto la Mole. ”Cercavo di differenziarmi facevo colli giganti, rivoluzionavo il formale. Lo alleggerivo, lo svecchiavo”. Svolta con le collezioni da cerimonia. Comincia a vestire i calciatori della Juve, del Palermo e della Roma. Ma non solo. [...] Suo fedelissimo è uno dei figli di Gheddafi (’non fatemi dire il nome”) gli ordina 200 abiti a botta, ogni stagione. ”Mando una persona in aereo a prendere le misure e fare le prove”. Fra i clienti più cari ci sono stati Alain Delon e Mastroianni. ”Conobbi Marcello quando girava A che punto è la notte, il remake de La donna della Domenica. Aveva circa 65 anni Per lui facevo giacche a un bottone con i rever bassi e gli spacchi alti, era uno che di vestiti ci capiva. Delon era meno chiaccherone di Mastroianni, ma comunque un gran signore”. E Berlusconi? ”Diciamo che conosciamo...”. Nell’ azienda lavorano tre dei suoi fratelli: ”La famiglia è importante, deve restare unita”. E i soldi? ”Mi sono tolto qualche sfizio. Ho due case, una a Torino e l’altra in Argentina. E sono belle, le volevo così per ospitare gli amici. Forse perché da piccolo nella mia non potevo ricevere nessuno, eravamo veramente poveri. Ma i soldi non li sperpero”» (Antonella Amapane, ”La Stampa” 22/6/2008).