Varie, 6 marzo 2007
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Troyat Henri
• (Lev Aslanovitch Tarassov) Mosca (Russia) 1 novembre 1911, Parigi (Francia) 4 marzo 2007. Scrittore • « Era il più russo degli scrittori francesi [...] famiglia di ricchi commercianti. Per fuggire la rivoluzione, nel 1917 emigrò in Francia. Il debutto letterario con il nuovo nome, nella nuova patria e nella nuova lingua nel 1935, con il romanzo Faux jour. Già nel ”38, con il suo quinto libro, L’Araigne, venduto in oltre 100 mila copie, ottenne il Premio Goncourt: era il decano dei vincitori, come anche il decano dell’Accademia di Francia alla quale era stato eletto nel ”59, padrini François Mauriac e André Maurois. Fluviale la sua produzione. Si definiva ”un malato della scrittura” che viveva ”al di fuori della vita” e per decenni pubblicò ogni anno almeno due libri, un romanzo e una biografia. Come narratore, la sua fama è legata soprattutto alle due grandi saghe, Tant che la terre durera e Les semailles et les moissons. Come saggista, erano celebri e vendutissime le sue biografie, dedicate ai grandi scrittori dell’Ottocento francese (Flaubert, Maupassant, Zola, Verlaine, Baudelaire) e russo (Tolstoi, Dostoevskij, Gogol, Cechov, Turgeniev) e a tutti i Romanov: proprio ai suoi racconti rigorosi ma brillanti delle vite degli zar e di altri personaggi della storia russa (fra i quali Rasputin) è soprattutto legata la sua fama in Italia. Timido, riservato, era molto amato dal pubblico, meno dalla critica. Continuò a lavorare a ritmi incessanti fino quasi alla fine: l’ultimo romanzo [...] La sua opera è intessuta del ricordo nostalgico della Russia perduta. Ma, anche dopo la fine del comunismo, non volle mai tornarci: «Nei miei sogni - diceva - la neve è più pulita”» (’La Stampa” 6/3/2007) • «’Ho sempre cercato di essere, semplicemente, un signore che inventa personaggi, che crea un clima, che racconta una storia”. Così amava definirsi Henri Troyat [...] ”l’autore preferito dai francesi” come l’aveva definito nel 1994 Le Monde). Romanziere, saggista ma soprattutto biografo [...] L. T. le stesse iniziali di Tolstoj come amava ricordare con civetteria [...] Autore assai prolifico [...] Grande e timido, lo sguardo nascosto da grossi occhiali con la montatura di tartaruga, Henri Troyat era una figura familiare a tutti i francesi [...] era però molto noto anche all’estero, Italia compresa, soprattutto grazie alle sue biografie: dalla Grande Caterina (Bompiani) a Marina Cvetaeva l’eterna ribelle (Le Lettere) passando per Rasputin, Pietro il Grande, Nicola II, Ivan il Terribile (il suo ultimo libro, La traque, è del febbraio 2006). [...]» (Stefano Bucci, ”Corriere della Sera” 6/3/2007).