Libero 04/03/2007, pag.35 Alessandro Dell’Orto, 4 marzo 2007
Ettore Andenna, 60 anni, il conduttore specializzato in giochi in tv, quello di "Dirodorlando" e degli indovinelli incomprensibili, quelle delle gare paesane con le prime tette al vento ne "La bustarella" su Antenna 3 Lombardia ma quello, soprattutto, di "Giochi senza frontiere", la tv dei giochi, dopo averla fatta per una vita, la guarda e basta dall’azienda agricola in cui vive e produce vino nel Monferrato
Ettore Andenna, 60 anni, il conduttore specializzato in giochi in tv, quello di "Dirodorlando" e degli indovinelli incomprensibili, quelle delle gare paesane con le prime tette al vento ne "La bustarella" su Antenna 3 Lombardia ma quello, soprattutto, di "Giochi senza frontiere", la tv dei giochi, dopo averla fatta per una vita, la guarda e basta dall’azienda agricola in cui vive e produce vino nel Monferrato. «Sono un appassionato di videogame di strategia al pc: ho appena ordinato "Command & Conquer 3", a casa faccio sfide interminabili con i miei figli perdendo regolarmente. Di tempo libero ne ho...». Come mai ha smesso con la tv? «Non faccio parte dei potentati politici ed economici e non sono un leccaculo aziendale. Sono innamorato del mio lavoro, ritengo di saperlo fare bene e probabilmente do fastidio sul piano professionale: certi funzionari non sanno come gestirmi e hanno paura a confrontarsi. In tv c’è stato un pauroso livellamento verso il basso: nessuno lo dice, ma negli ultimi 4 anni gli spettatori sono diminuiti di 5 milioni. Evidentemente la gente ne ha pieni i coglioni di questa televisione fatta di precotti e reality». Nessuno l’ha chiamata ai reality? «Mi volevano alla prima "Isola dei famosi" e ci hanno riprovato per l’ultima edizione. Ho rifiutato, sarei andato solo per condurre». E ha preferito riproporre "La Bustarella" su Antenna 3 a distanza di 22 anni. «Andava bene, il pubblico si divertiva. Ma a dicembre ho detto basta dopo 13 puntate: gli autori volevano impormi giochi in cui obbligare la gente a spogliarsi...». Qualcuno crede che lui costi tanto: «Professionalmente varrò mezzo Bonolis, diciamo pure un quarto? Eppure ho fatto il conto: nel 2006 ho guadagnato un duecentocinquantesimo di Paolo: o lui è sopravvalutato, oppure io sono molto sottovalutato». In attesa della tv gestisce un’azienda agricola nel Monferrato. Però è «milanese da 13 generazioni»: « Nasco e cresco a Milano, e dopo il liceo frequento i corsi di avviamento alla regia al Filodrammatici». Nel 1967 lo chiama Radio Montecarlo. «A 20 anni mi trasferisco nel Principato e immagini l’ambiente: frequento gli stessi locali di Grace Kelly e Onassis, intervisto Sinatra...». Poi salva in un incidente il figlio del Pirata, «il gestore del locale più bello di Montecarlo»: «Diventiamo amici e mi fa entrare nell’esclusivo club di 276 soci al mondo il cui presidente è Sinatra. Una sera c’è ospite proprio Frank, chiedo al Pirata di farmelo intervistare e al suo cenno mi faccio largo tra i gorilla. Allungo il microfono e Sinatra dice "Un saluto a tutti gli italianiiiii" e poi mi fa un gesto con la mano tipo ora però vattene via. Torno in radio esaltato e per un mese mando in onda il saluto: scoop e aumento di stipendio». Lui, re dei giochi, detesta l’azzardo: «Mi annoia da morire. L’unica volta che sono andato al Casinò, nel 1988 in Portogallo, ho vinto 4 milioni con una fiches prestatami da un’interprete parlamentare. Ma mia nonna ripeteva che i soldi vinti al gioco portano sfiga. Allora li ho spesi tutti all’aeroporto. Il guaio è che ho trovato solo zafferano e cammei». «Nel ’72 Febo Conti litiga con la Rai, decidono di sostituirlo e mi chiamano per un provino in compagnia di Christian De Sica, Sorrentino e Bonucci. Scelgono me e mi danno da condurre "Scacco al Re", programma per ragazzi del sabato pomeriggio». Poi "Dirodorlando" e il grande boom. « Barabitte e barabitti, strangugliotti e maddezzuppi, valdomiri e ponterbi benvenuti alla grande lovertanga carnascialesca... Era la filastrocca iniziale. Avevamo inventato uno strano linguaggio preso da un libro celtico, erano 97 termini: chiedevamo di decifrare frasi apparentemente incomprensibili e i ragazzi non se ne perdevano una. Ancora oggi incontro quarantenni che mi abbracciano». Nel ’73 mette incinta una donna, la sposa e nasce Thèa, una ragazza portatrice di handicap. «Thèa ha una lesione cerebrale, cammina ma non parla, ha 32 anni ma è come se ne avesse 3. Vive in un centro Don Gnocchi a Salice Terme, ma ogni week end viene da noi. La mia attuale moglie e i 4 figli la adorano, è la loro sorellona». La sua ex moglie «non vede più Thèa dall’81», lui l’ha mandata ei centri migliori del mondo: «A Zurigo, dove nel 1983 pagavo 7 milioni al mese, a Filadelfia e in Israele. Alla fine mi hanno detto che i più bravi siamo noi italiani ed è vero... Spero nelle cellule staminali, ho fiducia. Alla fine mi spiace non essere più in tv soprattutto per lei: quando mi vedeva in video era orgogliosa». L’ attuale moglie Diana Scapolan, ex miss Europa e miss Cinema Italia, l’ha conosciuta a «Lignano, 1977. Presento una serata e vedo una gnocca clamorosa. Era lei, attacco bottone, mi scarica e rimedio solo un numero di telefono, che penso sia falso. Dopo 6 mesi serve una valletta per "La Bustarella", chiamo e risponde: "Ma allora il numero è vero!". Ride, ci diamo appuntamento: era il 29 luglio 1977. Data da brividi...». Perché? «Sempre il 29 luglio, ma del 1968, avevo conosciuto una donna che è stata molto importante nella mia vita, figlia di una nobildonna e fidanzata con l’erede al trono di Francia. Aveva 18 anni, la famiglia mi odiava e la parola più affettuosa per me era "bastardo". Mi vietavano di vederla, mi hanno denunciato al tribunale dei minori e l’hanno mandata in Madagascar. Siamo stati insieme 3 anni e mezzo, è morta in un incidente». Torniamo a sua moglie. «Viene a fare la valletta, poi litighiamo finché ad una cena ci mettono allo stesso tavolo e scocca la scintilla. Qualche giorno dopo vado a Parigi per lavoro con un aereo privato e al ritorno, prima di partire, compro dei croissant freschi. Atterro alle 9 e mi presento da lei con croissant e una rosa. Conquistata. Da quel giorno non ci siamo più divisi». Intanto Andenna conduce "La Bustarella", programma su Antenna 3. «Giochi a squadre con i paesi e grande successo. Nel 1982 Berlusconi in persona mi confesserà: "Cribbio, Andenna. Per combattere La Bustarella ho mandato in onda le migliori soap opera e i primi James Bond, vincevo in tutta Italia, ma in Lombardia non sono riuscito a levarle nemmeno 1000 telespettatori"». Giochi, ma anche le prime tette nude. «Capita per caso: durante un gioco una ragazzina di 16 anni salta e perde il reggiseno. Lei si vergogna, ma i genitori in prima fila urlano: "Daiiii, daiiiii". Capisce? Tutto casuale, non organizzato». Però la gente si esalta proprio per il "si vede non si vede". «La più bella è questa. Gioco delle ombre cinesi e la squadra dell’Ospedale di Rho in settimana, per allenarsi, mette l’infermiera più carina dietro un séparée in sala operatoria, accende i riflettori e fa le prove. Lo scopre un giornalista ed è il caos: prima pagina sul Corriere della sera!». Dalla tv alla politica. Nel 1984, dopo essere stato direttore generale di Telemontecarlo, si candida alle Europee e sfrutta il video per fare campagna elettorale. «Non lo vietavano. Lo propongo a Craxi, risponde che è un’americanata; lo propongo alla Dc e ai liberali, rispondono che non funzionerà. Deluso, mi rivolgo ai Socialdemocratici. Accettano: "Però ti candidi tu". Organizzo spot, giochi e quiz, prendo 18.200 voti e vengo eletto. Tuttora c’è una mia legge in vigore che regola le tv europee». A proposito di Europa. Nel 1991 riprende a condurre "Giochi senza frontiere". «Ne presenterò in totale 103 puntate, esperienza incredibile. Nel 1996, però, la Rai fa altre scelte...». Andenna, lei ha presentato serate e programmi, incontri e convention. Il ricordo più forte? «Vaticano, 1998, conduco una mondovisione con Papa Giovanni Paolo II. A fine trasmissione mi riceve nella saletta privata, mi inchino, bacio l’anello e rimango folgorato dall’espressività dei suoi occhi. Chiede: "Chi è questo bambino?". "Mio figlio Gabriele". Passa la mano sopra la sua testa come per togliere qualcosa e lo benedice. Beh, Gabriele è il genio di famiglia: primo della classe in tutto...». Ultime domande veloci. 1) Miglior presentatore di sempre? «Enzo Tortora». 2) Di adesso? «Fiorello è molto bravo». 3) Le piacerebbe andare a cena con... «Vittorio Feltri». 4) Condurrebbe Sanremo? «Volentieri, ma so che non mi prenderanno mai in considerazione: non sono sufficientemente protetto». 5) Non si può finire che con un giochino: le offrissero la possibilità di ideare e condurre un nuovo programma, che farebbe? «Una trasmissione interattiva con Internet, in cui la gente può giocare e partecipare da casa. Una sorta di giochi globali. Anzi, ho già il titolo: "Global games"».