Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  marzo 04 Domenica calendario

Ettore Andenna, 60 anni, il conduttore specializzato in giochi in tv, quello di "Dirodorlando" e degli indovinelli incomprensibili, quelle delle gare paesane con le prime tette al vento ne "La bustarella" su Antenna 3 Lombardia ma quello, soprattutto, di "Giochi senza frontiere", la tv dei giochi, dopo averla fatta per una vita, la guarda e basta dall’azienda agricola in cui vive e produce vino nel Monferrato

Ettore Andenna, 60 anni, il conduttore specializzato in giochi in tv, quello di "Dirodorlando" e degli indovinelli incomprensibili, quelle delle gare paesane con le prime tette al vento ne "La bustarella" su Antenna 3 Lombardia ma quello, soprattutto, di "Giochi senza frontiere", la tv dei giochi, dopo averla fatta per una vita, la guarda e basta dall’azienda agricola in cui vive e produce vino nel Monferrato. «Sono un appassionato di videogame di strategia al pc: ho appena ordinato "Command & Conquer 3", a casa faccio sfide interminabili con i miei figli perdendo regolarmente. Di tempo libero ne ho...». Come mai ha smesso con la tv? «Non faccio parte dei potentati politici ed economici e non sono un leccaculo aziendale. Sono innamorato del mio lavoro, ritengo di saperlo fare bene e probabilmente do fastidio sul piano professionale: certi funzionari non sanno come gestirmi e hanno paura a confrontarsi. In tv c’è stato un pauroso livellamento verso il basso: nessuno lo dice, ma negli ultimi 4 anni gli spettatori sono diminuiti di 5 milioni. Evidentemente la gente ne ha pieni i coglioni di questa televisione fatta di precotti e reality». Nessuno l’ha chiamata ai reality? «Mi volevano alla prima "Isola dei famosi" e ci hanno riprovato per l’ultima edizione. Ho rifiutato, sarei andato solo per condurre». E ha preferito riproporre "La Bustarella" su Antenna 3 a distanza di 22 anni. «Andava bene, il pubblico si divertiva. Ma a dicembre ho detto basta dopo 13 puntate: gli autori volevano impormi giochi in cui obbligare la gente a spogliarsi...». Qualcuno crede che lui costi tanto: «Professionalmente varrò mezzo Bonolis, diciamo pure un quarto? Eppure ho fatto il conto: nel 2006 ho guadagnato un duecentocinquantesimo di Paolo: o lui è sopravvalutato, oppure io sono molto sottovalutato». In attesa della tv gestisce un’azienda agricola nel Monferrato. Però è «milanese da 13 generazioni»: « Nasco e cresco a Milano, e dopo il liceo frequento i corsi di avviamento alla regia al Filodrammatici». Nel 1967 lo chiama Radio Montecarlo. «A 20 anni mi trasferisco nel Principato e immagini l’ambiente: frequento gli stessi locali di Grace Kelly e Onassis, intervisto Sinatra...». Poi salva in un incidente il figlio del Pirata, «il gestore del locale più bello di Montecarlo»: «Diventiamo amici e mi fa entrare nell’esclusivo club di 276 soci al mondo il cui presidente è Sinatra. Una sera c’è ospite proprio Frank, chiedo al Pirata di farmelo intervistare e al suo cenno mi faccio largo tra i gorilla. Allungo il microfono e Sinatra dice "Un saluto a tutti gli italianiiiii" e poi mi fa un gesto con la mano tipo ora però vattene via. Torno in radio esaltato e per un mese mando in onda il saluto: scoop e aumento di stipendio». Lui, re dei giochi, detesta l’azzardo: «Mi annoia da morire. L’unica volta che sono andato al Casinò, nel 1988 in Portogallo, ho vinto 4 milioni con una fiches prestatami da un’interprete parlamentare. Ma mia nonna ripeteva che i soldi vinti al gioco portano sfiga. Allora li ho spesi tutti all’aeroporto. Il guaio è che ho trovato solo zafferano e cammei». «Nel ’72 Febo Conti litiga con la Rai, decidono di sostituirlo e mi chiamano per un provino in compagnia di Christian De Sica, Sorrentino e Bonucci. Scelgono me e mi danno da condurre "Scacco al Re", programma per ragazzi del sabato pomeriggio». Poi "Dirodorlando" e il grande boom. « Barabitte e barabitti, strangugliotti e maddezzuppi, valdomiri e ponterbi benvenuti alla grande lovertanga carnascialesca... Era la filastrocca iniziale. Avevamo inventato uno strano linguaggio preso da un libro celtico, erano 97 termini: chiedevamo di decifrare frasi apparentemente incomprensibili e i ragazzi non se ne perdevano una. Ancora oggi incontro quarantenni che mi abbracciano». Nel ’73 mette incinta una donna, la sposa e nasce Thèa, una ragazza portatrice di handicap. «Thèa ha una lesione cerebrale, cammina ma non parla, ha 32 anni ma è come se ne avesse 3. Vive in un centro Don Gnocchi a Salice Terme, ma ogni week end viene da noi. La mia attuale moglie e i 4 figli la adorano, è la loro sorellona». La sua ex moglie «non vede più Thèa dall’81», lui l’ha mandata ei centri migliori del mondo: «A Zurigo, dove nel 1983 pagavo 7 milioni al mese, a Filadelfia e in Israele. Alla fine mi hanno detto che i più bravi siamo noi italiani ed è vero... Spero nelle cellule staminali, ho fiducia. Alla fine mi spiace non essere più in tv soprattutto per lei: quando mi vedeva in video era orgogliosa». L’ attuale moglie Diana Scapolan, ex miss Europa e miss Cinema Italia, l’ha conosciuta a «Lignano, 1977. Presento una serata e vedo una gnocca clamorosa. Era lei, attacco bottone, mi scarica e rimedio solo un numero di telefono, che penso sia falso. Dopo 6 mesi serve una valletta per "La Bustarella", chiamo e risponde: "Ma allora il numero è vero!". Ride, ci diamo appuntamento: era il 29 luglio 1977. Data da brividi...». Perché? «Sempre il 29 luglio, ma del 1968, avevo conosciuto una donna che è stata molto importante nella mia vita, figlia di una nobildonna e fidanzata con l’erede al trono di Francia. Aveva 18 anni, la famiglia mi odiava e la parola più affettuosa per me era "bastardo". Mi vietavano di vederla, mi hanno denunciato al tribunale dei minori e l’hanno mandata in Madagascar. Siamo stati insieme 3 anni e mezzo, è morta in un incidente». Torniamo a sua moglie. «Viene a fare la valletta, poi litighiamo finché ad una cena ci mettono allo stesso tavolo e scocca la scintilla. Qualche giorno dopo vado a Parigi per lavoro con un aereo privato e al ritorno, prima di partire, compro dei croissant freschi. Atterro alle 9 e mi presento da lei con croissant e una rosa. Conquistata. Da quel giorno non ci siamo più divisi». Intanto Andenna conduce "La Bustarella", programma su Antenna 3. «Giochi a squadre con i paesi e grande successo. Nel 1982 Berlusconi in persona mi confesserà: "Cribbio, Andenna. Per combattere La Bustarella ho mandato in onda le migliori soap opera e i primi James Bond, vincevo in tutta Italia, ma in Lombardia non sono riuscito a levarle nemmeno 1000 telespettatori"». Giochi, ma anche le prime tette nude. «Capita per caso: durante un gioco una ragazzina di 16 anni salta e perde il reggiseno. Lei si vergogna, ma i genitori in prima fila urlano: "Daiiii, daiiiii". Capisce? Tutto casuale, non organizzato». Però la gente si esalta proprio per il "si vede non si vede". «La più bella è questa. Gioco delle ombre cinesi e la squadra dell’Ospedale di Rho in settimana, per allenarsi, mette l’infermiera più carina dietro un séparée in sala operatoria, accende i riflettori e fa le prove. Lo scopre un giornalista ed è il caos: prima pagina sul Corriere della sera!». Dalla tv alla politica. Nel 1984, dopo essere stato direttore generale di Telemontecarlo, si candida alle Europee e sfrutta il video per fare campagna elettorale. «Non lo vietavano. Lo propongo a Craxi, risponde che è un’americanata; lo propongo alla Dc e ai liberali, rispondono che non funzionerà. Deluso, mi rivolgo ai Socialdemocratici. Accettano: "Però ti candidi tu". Organizzo spot, giochi e quiz, prendo 18.200 voti e vengo eletto. Tuttora c’è una mia legge in vigore che regola le tv europee». A proposito di Europa. Nel 1991 riprende a condurre "Giochi senza frontiere". «Ne presenterò in totale 103 puntate, esperienza incredibile. Nel 1996, però, la Rai fa altre scelte...». Andenna, lei ha presentato serate e programmi, incontri e convention. Il ricordo più forte? «Vaticano, 1998, conduco una mondovisione con Papa Giovanni Paolo II. A fine trasmissione mi riceve nella saletta privata, mi inchino, bacio l’anello e rimango folgorato dall’espressività dei suoi occhi. Chiede: "Chi è questo bambino?". "Mio figlio Gabriele". Passa la mano sopra la sua testa come per togliere qualcosa e lo benedice. Beh, Gabriele è il genio di famiglia: primo della classe in tutto...». Ultime domande veloci. 1) Miglior presentatore di sempre? «Enzo Tortora». 2) Di adesso? «Fiorello è molto bravo». 3) Le piacerebbe andare a cena con... «Vittorio Feltri». 4) Condurrebbe Sanremo? «Volentieri, ma so che non mi prenderanno mai in considerazione: non sono sufficientemente protetto». 5) Non si può finire che con un giochino: le offrissero la possibilità di ideare e condurre un nuovo programma, che farebbe? «Una trasmissione interattiva con Internet, in cui la gente può giocare e partecipare da casa. Una sorta di giochi globali. Anzi, ho già il titolo: "Global games"».